COMMISSIONE PARLAMENTARE
per le questioni regionali
MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 1998


Presidenza del Presidente
Mario PEPE

Intervengono Egidio BANTI, assessore ai parchi della regione Liguria, Teresa TRAMONTI, funzionario della regione Emilia-Romagna, Ermanno DE BIAGI, dirigente della regione Piemonte, Antonello NUZZO e Gian Piera USAI, dirigenti della regione Toscana.

La seduta inizia alle ore 14,05.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
(R033 004, B40a, 0011°)

Il Presidente Mario PEPE, comunica che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dell'audizione sarà assicurata attraverso l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso, ai sensi dell'articolo 65, comma 2, del Regolamento della Camera.

(Così rimane stabilito).

Audizione di una delegazione della Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome sul tema «Ruolo delle regioni nelle politiche per i parchi dopo il decreto legislativo n. 112 del 1998»
(R047 000, B40a, 0006°)

Il Presidente Mario PEPE, dopo aver rivolto parole di saluto ai componenti della delegazione della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, introduce brevemente i temi dell'incontro odierno, precisando che la Commissione intende con l'audizione svolgere una riflessione per verificare quali politiche sia possibile attivare nel settore dei parchi secondo un modello di regionalismo cooperativo. Ulteriori aspetti da approfondire concernono la verifica dell'adeguatezza del modello gestionale incentrato sull'ente parco, nonché il problema della gestione delle aree protette marine, sulle quali insiste una molteplicità di competenze di Stato e regioni.

L'assessore Egidio BANTI, dopo aver ringraziato la Commissione per l'opportunità offerta, ricorda preliminarmente che il tema della protezione dell'ambiente ha sempre assunto un ruolo centrale nelle politiche delle regioni. Peraltro, l'aspetto che egli intende soprattutto sottolineare in questa occasione concerne la mancata definizione delle competenze reciproche di Stato e regioni. A tale scopo fa riferimento a due casi concreti, verificatisi nella regione Liguria, di vero e proprio «ingorgo» istituzionale. Nell'area delle Cinque Terre, al parco istituito dalla regione si è affiancato successivamente un parco statale; pur non essendovi obiezioni da parte della regione alla istituzione del parco statale, appare evidente che la compresenza nello stesso ambito territoriale di due parchi determina una singolare situazione di precarietà. Infatti, l'attuale quadro normativo non prevede, per tali casi, l'intesa tra Stato e regioni interessate, che al contrario sembra indispensabile per lo sviluppo di adeguate politiche per i parchi. A ciò è aggiunta l'istituzione di una riserva marina, la cui gestione è attualmente affidata alla Capitaneria di porto. Nell'area di Portofino, invece, sussisteva un parco statale, che è stato regionalizzato a seguito del decreto legislativo n. 616 del 1977 e, successivamente, ridisciplinato in base alla legge quadro n. 394 del 1991. Nell'area marina prospiciente è stata istituita una riserva marina, la cui gestione dovrebbe essere affidata al parco naturale regionale ai sensi dell'articolo 19, 2o comma, della citata legge n. 394. Poiché su tale questione vi è una interpretazione di segno negativo del Ministero dell'ambiente, è senz'altro necessario un chiarimento di carattere legislativo. Al riguardo il decreto legislativo n. 112 del 1998 appare carente, in quanto, ferma restando la potestà normativa dello Stato sul mare, appare impensabile una gestione separata delle aree marine rispetto alle aree terrestri con esse confinanti.

Il Presidente Mario PEPE, nel prendere atto degli elementi di valutazione suggeriti dall'assessore Banti in merito ad una possibile integrazione del decreto legislativo n. 112 del 1998, si riserva di avviare su tale argomento uno specifico dibattito in seno alla Commissione.

Il senatore Tarcisio ANDREOLLI afferma di condividere quanto rilevato dall'assessore Banti nella sua relazione. Infatti, la legislazione delegata attuativa della legge n. 59 del 1997 non può dirsi risolutiva per alcune problematiche concernenti i parchi. Egli, in particolare, ritiene che non si possa escludere che la gestione di un parco nazionale sia affidata alla regione interessata. Per tale motivo auspica senz'altro un intervento volto ad affidare alla regione Liguria la gestione dei parchi ricadenti nel proprio ambito territoriale.

Il dirigente della Regione Toscana, Antonello NUZZO, richiamandosi all'esperienza maturata nella regione da cui proviene, nella quale circa il dieci per cento del territorio ricade in aree protette, osserva che la costruzione di un vero e proprio sistema regionale dei parchi trova un momento critico nella fase di raccordo con il livello statale, particolarmente dopo la soppressione del programma triennale di protezione dell'ambiente e del Comitato nazionale per le aree protette. Attualmente, infatti, gli strumenti di pianificazione che possono consentire la creazione di un sistema delle aree protette sono la Carta della natura e le linee fondamentali di assetto del territorio nazionale; in particolare alla Carta della natura dovrà, a suo avviso, essere affidata questa funzione. Un'altra problematica di rilievo è poi quella delle risorse, la cui destinazione, a seguito della soppressione del programma triennale, appare attualmente piuttosto indeterminata. Infine, rileva un'incertezza di indirizzi per quanto riguarda la sorte del Corpo forestale dello Stato e il trasferimento delle riserve statali, questioni che possono apparire di dettaglio, ma che non sono trascurabili ai fini di una corretta impostazione delle politiche regionali di settore.

Il senatore Giorgio BORNACIN rileva che gli «ingorghi» istituzionali cui ha fatto riferimento l'assessore Banti, di fatto, pregiudicano in modo significativo non solo l'autonomia regionale, ma anche il perseguimento dell'obiettivo di un'efficace tutela ambientale. Emblematica, a suo avviso, è la vicenda dell'istituzione del parco marino di Portofino, avvenuta nello scorso mese di agosto senza alcuna consultazione, a quanto sembra, della regione interessata. Concorda pertanto con le considerazioni svolte dall'assessore Banti, esprimendo peraltro sorpresa per la presenza di un solo assessore nella delegazione delle regioni.

Il senatore Salvatore LAURO pone anzitutto il problema della ricerca di un valido modello per l'acquisizione di adeguate risorse finanziarie. Inoltre, ritiene che si debba chiarire il problema del rapporto tra ente parco da un lato e attività agricole e turistiche dall'altro.

Il senatore Giovanni Pietro MURINEDDU, nel riconoscersi nelle considerazioni svolte dagli esponenti delle regioni, che pongono con forza il problema delle conseguenze negative derivanti da duplicazioni e incertezze di competenze, conseguenze a lui ben note con riferimento alla regione da cui proviene, la Sardegna, sottolinea la necessità di un'adeguata legislazione per la salvaguardia del territorio, in particolare in relazione ai problemi del dissesto idrogeologico e degli incendi.

Il deputato Eugenio DUCA, in merito al problema sollevato dal senatore Bornacin riguardo alla composizione della delegazione delle regioni, ritiene che la scelta di privilegiare il livello politico piuttosto che quello tecnico attenga essenzialmente all'autonomia della Commissione. Naturalmente, nel caso che la Commissione intenda dare rilievo politico alle questioni sollevate nella seduta odierna, ciò avverrà esclusivamente con riferimento alla regione Liguria. Per quanto concerne il merito dell'audizione, egli condivide senz'altro l'esigenza di un modello decisionale semplificato e chiaro, oltre che rispettoso delle competenze dei vari livelli ordinamentali.

L'assessore Egidio BANTI, nel dichiararsi dispiaciuto per la mancata presenza di un maggior numero di assessori regionali, rileva peraltro che la concomitanza di impegni consiliari comporta per prassi che spesso vengano inviati nelle delegazioni ammesse presso le commissioni parlamentari i dirigenti competenti. Per quanto riguarda i quesiti posti, osserva che, a fronte di una relativa scarsità di risorse finanziarie, la struttura degli enti parchi deve essere senz'altro «leggera»; da ciò, ad esempio, nasce l'esigenza di un chiarimento in merito alla questione del corpo forestale. Inoltre, appare senz'altro possibile ed auspicabile integrare l'azione degli enti parco con l'iniziativa delle categorie economiche interessate. Quanto poi al problema del rapporto tra parchi ed attività agricole, egli rileva la necessità, già da tempo avvertita, di realizzare politiche unitarie che coniughino le esigenze di protezione della natura con quelle legate allo svolgimento delle attività economiche, agricole e turistiche. Infine, in merito al problema sollevato dal senatore Murineddu, egli riconosce la necessità di leggi quadro nazionali per la difesa del suolo e per la prevenzione degli incendi. Naturalmente anche in questo caso la normativa dovrà prevedere interventi compatibili con le particolarità delle singole regioni. Al riguardo ricorda come in passato fu imposto alla regione Liguria uno speciale programma di monitoraggio antincendio, che, essendo stato progettato per la regione Sardegna, risultava ovviamente inadeguato alla Liguria.

Il Presidente Mario PEPE, ringrazia quindi gli intervenuti e dichiara chiusa l'audizione.

La seduta termina alle ore 14,50.