AFFARI COSTITUZIONALI (1ª)

MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2009
109ª Seduta (1ª pomeridiana)

Presidenza della Vice Presidente
INCOSTANTE
indi del Vice Presidente
BENEDETTI VALENTINI
Intervengono, ai sensi dell'articolo 74, comma 3, del Regolamento, Giuseppe Piero Grillo, accompagnato da Marco Canestrari e Milena Carone, accompagnata da Claudia Mattia e da Cristina Rizzo.

La seduta inizia alle ore 14,30.


SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

La presidente INCOSTANTE comunica che è disponibile la trasmissione audiovisiva, anche sul canale satellitare del Senato, per la procedura informativa che sta per iniziare e che la Presidenza del Senato ha già preventivamente fatto conoscere il proprio assenso. Inoltre, della stessa procedura sarà pubblicato il resoconto stenografico.

La Commissione prende atto.


PROCEDURE INFORMATIVE

Audizione, ai sensi dell'articolo 74, comma 3, del Regolamento, di rappresentanti dei proponenti i disegni di legge d'iniziativa popolare in materia elettorale

Il PRESIDENTE ricorda che i disegni di legge d'iniziativa popolare oggetto dell'audizione (Atti Senato n. 2 e n. 3) furono presentati nella legislatura precedente (Atti Senato n. 1900 e n. 1936) ed esaminati insieme ad altre iniziative in materia elettorale, fino alla conclusione anticipata della legislatura. Con la nuova legislatura quei disegni di legge sono stati automaticamente riprodotti e nuovamente assegnati alla Commissione. Nella seduta del 22 dicembre 2008 il senatore Malan ha riferito su entrambi i disegni di legge e la Commissione ha convenuto di svolgere l'audizione programmata per oggi, con una procedura informativa che, pur prevista dal Regolamento, non è stata finora mai utilizzata.
Precisa che secondo la prassi parlamentare comune a tutte le audizioni, la procedura informativa è diretta ad acquisire le nozioni ritenute utili e, nel caso specifico, ad ascoltare le ragioni dei proponenti, senza alcun dibattito ma con la possibilità di rivolgere le domande alle persone convenute in audizione.

Interviene quindi Milena CARONE, che si sofferma sul disegno di legge n. 2, diretto a promuovere la presenza paritaria di entrambi i sessi in ogni luogo decisionale, quale presupposto e condizione di democrazia compiuta; avendo evocato la genesi dei princìpi costituzionali rilevanti in materia, ricorda l'integrazione dell'articolo 51 della Costituzione, approvata nel 2003 dopo che la Corte costituzionale aveva censurato le norme antidiscriminatorie precedentemente introdotte, a cui però non fu dato seguito legislativo quando, nel 2005, fu approvata la nuova normativa per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato. Ritiene che sia un errore affrontare la materia della democrazia paritaria con misure antidiscriminatorie, come se quella delle donne fosse una minoranza da tutelare. È preferibile, a suo avviso, stabilire in via generale un principio di parità nelle candidature, pena l'irricevibilità delle liste elettorali.

Ha quindi la parola Giuseppe Piero GRILLO, che illustra il disegno di legge n. 3. Dopo aver pronunciato un'invettiva contro i parlamentari e singoli esponenti politici, rileva l'incapacità dei membri del Parlamento di interpretare le istanze dei cittadini, il che a suo avviso è testimoniato anche dalla circostanza che solo dopo molto tempo la Commissione affari costituzionali procede all'audizione dei rappresentanti di coloro che hanno presentato i disegni di legge d'iniziativa popolare. Ribadisce quindi la proposta di considerare non eleggibili al Parlamento coloro che sono stati già eletti per due volte e non candidabili coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva. Infine, sottolinea l'opportunità di reintrodurre il voto di preferenza.

Seguono interventi per quesiti e richieste di chiarimento.

Il senatore BIANCO (PD) esprime soddisfazione per la procedura in corso, che consente di ascoltare le ragioni dei promotori dei disegni di legge d'iniziativa popolare e costituisce una manifestazione significativa della democrazia parlamentare. Ricorda che tale possibilità era già stata considerata concretamente nella legislatura precedente, ma non fu realizzata per la fine anticipata della stessa legislatura, che intervenne proprio quando era in corso la discussione sul sistema elettorale. In quell'occasione, d'altra parte, si pervenne, nella redazione di una proposta di testo unificato, anche all'individuazione di un sistema di promozione delle pari opportunità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive. Rivolgendosi a Milena Carone, domanda se giudichi opportuno introdurre misure per il riequilibrio dei generi anche diverse da quelle proposte nel disegno di legge n. 2, che operano esclusivamente in sede di compilazione delle liste dei candidati.
Dopo aver ricordato che la legge istitutiva della Commissione parlamentare sul fenomeno della mafia per la prima volta dissuade dalla partecipazione all'inchiesta deputati o senatori che siano coinvolti in inchieste giudiziarie per particolari reati, conviene sull'opportunità di valutare con attenzione e sensibilità alle attese di legalità e trasparenza anche i casi di candidati coinvolti in inchieste giudiziarie nonché sulla necessità di una revisione organica delle incompatibilità e delle ineleggibilità, mentre ritiene preferibile, al voto di preferenza, il metodo dei collegi uninominali di dimensioni ridotte, per ripristinare un più stretto rapporto tra gli eletti e gli elettori. Infine, domanda se non sia preferibile affidare alla decisione politica valutabile dagli elettori la scelta di persone che abbiano già ricoperto un certo numero di mandati parlamentari.

Il senatore MALAN (PdL), con riferimento al disegno di legge n. 2, osserva che le norme introdotte per favorire una più equilibrata rappresentanza dei generi, assistite dalla sospensione del rimborso delle spese elettorali in caso di inadempienza, ha fornito in via generale risultati più efficaci. La proposta di stabilire una rigida parità nelle candidature, a suo avviso, sarebbe inopportuna e potrebbe essere interpretata nel senso che gli eletti, dell'uno e dell'altro sesso, non siano in grado di rappresentare gli elettori di entrambi i sessi.
Rivolgendosi a Giuseppe Piero Grillo, stigmatizza l'attacco rivolto all'istituzione parlamentare e osserva che a nessun senatore sarebbe consentito di esprimersi nelle forme che questi ha usato, anche contro singole persone e personalità istituzionali. Osserva, quindi, che il limite previsto per la candidabilità di chiunque sia stato condannato definitivamente sarebbe eccessivo, in quanto impedirebbe l'accesso alla rappresentanza anche di chi, ad esempio, abbia commesso atti di disobbedienza civile. Inoltre, il limite dei due mandati potrebbe determinare un indebolimento dell'istituzione parlamentare nei confronti degli altri poteri. Infine, ricorda i rilevanti costi che comportano le campagne elettorali quando è previsto il voto di preferenza.

La senatrice ADAMO (PD) condivide le motivazioni del disegno di legge n. 2, in materia di parità di genere, come anche le proposte del disegno di legge n. 3, dirette a prevedere l'ineleggibilità per chi sia stato condannato, sulla base però di una dettagliata indicazione dei reati impeditivi, e a limitare il numero massimo di mandati elettorali. Quanto alle preferenze, fa proprie le perplessità manifestate dai senatori Bianco e Malan, ai quali si associa anche nell'invito a non rivolgere attacchi genericamente offensivi verso l'istituzione parlamentare.

Il senatore Mauro Maria MARINO (PD) sostiene l'opportunità di misure per riequilibrare la rappresentanza di genere nelle assemblee elettive: il collegio uninominale e lo svolgimento di elezioni primarie con regole di diritto pubblico, a suo avviso, potrebbero favorire una maggiore rappresentanza femminile più che affidando ai partiti il compito di definire liste composte in modo paritario.
Per quanto riguarda il limite di mandati parlamentari, ritiene che sarebbe opportuno riferirlo alla durata temporale anziché al numero di legislature. Condivide le obiezioni già espresse sulla questione del voto di preferenza che, soprattutto in alcune aree del Paese, si presta a rischi di degenerazione.

Il senatore PARDI (IdV) ricorda le iniziative presentate dal suo Gruppo per assicurare la trasparenza nelle procedure decisionali delle amministrazioni pubbliche. Condivide la proposta di precludere la candidabilità a chi sia stato condannato, osservando tuttavia che la limitazione dovrebbe essere riferita a particolari tipi di reato, per evitare che l'impedimento colpisca anche chi è stato condannato per reati di lieve entità motivati da ragioni sociali o politiche anche condivisibili.

Rispondono le persone convocate in audizione.

Milena CARONE sottolinea l'esigenza di un riequilibrio effettivo della rappresentanza di genere nelle assemblee elettive e in tutte le sedi di decisione, con misure che determinino condizioni paritarie di partecipazione tra uomini e donne. In proposito, sostiene che la cittadinanza duale non è un obiettivo, ma una condizione essenziale per l'esistenza stessa della democrazia.

Giuseppe Piero GRILLO ribadisce le critiche ai membri del Parlamento, i quali a suo parere sono ormai anacronistici rispetto alle attese della società civile.

La presidente INCOSTANTE invita a rispondere ai quesiti rivolti dai senatori, senza trascendere in invettive gratuite e ingiuriose.

Prosegue Giuseppe Piero GRILLO, ricordando i risultati delle liste civiche da lui promosse nelle elezioni amministrative appena svolte, con una spinta democratica dal basso che non può essere ignorata. In particolare, si fanno sempre più pressanti le istanze in materia di energia, di libera informazione e di accesso illimitato alle reti informatiche. Si sofferma quindi sulle obiezioni alla proposta di ripristinare il voto di preferenza: egli sottolinea l'ottimo risultato ottenuto da alcuni candidati nelle elezioni più recenti, che hanno condotto la campagna elettorale senza dispendio di risorse finanziarie.
Infine, sollecita la Commissione a fissare la data in cui sarà discusso il disegno di legge d'iniziativa popolare n. 3 da lui sostenuto.

La PRESIDENTE precisa che i disegni di legge d'iniziativa popolare, congiuntamente agli altri disegni di legge in materia elettorale, saranno esaminati in base al programma dei lavori che sarà definito dalla Commissione.
Infine ringrazia i convenuti in audizione e i rispettivi accompagnatori e li congeda, dichiarando conclusa la procedura informativa.




CONVOCAZIONE DI UN ULTERIORE SEDUTA POMERIDIANA E SCONOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI

Il PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata per una seduta ulteriore oggi, alle ore 15,45, per l'esame in sede consultiva del disegno di legge n. 1078-B (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008). Inoltre, comunica che la seduta convocata per domani alle ore 14,30 non avrà luogo.

La Commissione prende atto.


La seduta termina alle ore 15,40.