SENATO DELLA REPUBBLICA
-------------------- XVI LEGISLATURA -------------------


4a Commissione permanente
(DIFESA)


47ª seduta: mercoledì 28 gennaio 2009, ore 15,30


ORDINE DEL GIORNO
PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazione. Svolta

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Seguito dell'esame della proposta di indagine conoscitiva relativa alla condizione del personale militare. Proposta approvata
IN SEDE REFERENTE

I. Seguito dell'esame dei disegni di legge:
1. TORRI e MURA. - Delega al Governo per perfezionare il riallineamento delle carriere del personale appartenente ai ruoli marescialli dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica a quelle del personale del ruolo ispettori dell'Arma dei carabinieri. - Relatore alla Commissione MURA.
(Pareri della 1a e della 5a Commissione)
(934)

2. RAMPONI. - Nuove norme in materia di personale in servizio permanente delle Forze armate e di tutela del personale femminile delle Forze armate. - Relatore alla Commissione AMATO.
(Pareri della 1a e della 5a Commissione)
Seguito esame e rinvio (152)
- e della petizione n. 16 ad esso attinente.

II. Seguito dell'esame congiunto dei documenti:
1. CASSON ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che indaghi sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, anche sulla base dei dati epidemiologici disponibili, riferiti alle popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.
(Pareri della 1a, della 3a, della 5a e della 12a Commissione)
(Doc. XXII, n. 7)

2. BALBONI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonché le popolazioni civili, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di vaccini.
(Pareri della 1a, della 3a, della 5a e della 12a Commissione)
(Doc. XXII, n. 10)
- Relatore alla Commissione AMATO.
Seguito esame congiunto e rinvio
INTERROGAZIONE ALL'ORDINE DEL GIORNO

GASBARRI , MORANDO , PEGORER , DEL VECCHIO , SCANU - Ai Ministri della difesa, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
le piccole e medie imprese (PMI) operanti nel settore industriale del comparto della difesa rappresentano oggi una realtà di particolare rilevanza nel panorama economico nazionale, in considerazione del significativo contributo da queste fornito allo sviluppo ed all'applicazione delle più avanzate tecnologie e degli investimenti effettuati nel campo della ricerca e dell'innovazione;
da alcuni anni, una parte significativa delle attività di progetto e di produzione nel settore industriale della difesa è stata assunta proprio dalle PMI, che attualmente hanno raggiunto importanti volumi di commesse, elevati standard produttivi e un livello occupazionale ad alta specializzazione;
alcune PMI operanti nel settore dell'industria militare hanno attualmente un raggio di azione che supera i confini nazionali, grazie a standard produttivi e competenze ormai riconosciute a livello internazionale;
i punti di forza delle suddette PMI sono la flessibilità insita nelle loro dimensioni, nella brevità della catena decisionale, nella preparazione professionale del management, spesso protagonista della nascita dell'impresa e, come già ricordato, nell'elevato grado di investimenti in ricerca e sviluppo;
le PMI operanti nel settore dell'industria militare, salvo alcuni sporadici casi, sono per lo più concentrate in alcuni ambiti territoriali nei quali si sono venuti a formare dei veri e propri distretti del settore dell'industria militare. Tra questi si ricordano i distretti di Roma, Napoli, Livorno e La Spezia, nei quali le PMI forniscono un significativo apporto allo sviluppo economico del territorio nel quale operano;
malgrado i dati positivi che caratterizzano il settore, stanno emergendo nel corso degli ultimi tempi una serie di problematiche che rischiano di frenare la crescita e lo sviluppo di tali imprese. In particolare, il management lamenta, con sempre maggiore frequenza, l'incertezza dei programmi militari e la scarsa informazione sugli stessi, l'insufficienza degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, il sistematico ritardo nei pagamenti da parte dei committenti (per lo più da parte delle amministrazioni dello Stato), i tagli indiscriminati alle risorse per il settore militare nel Bilancio dello Stato, e soprattutto la crescente difficoltà nell'ottenere dagli istituti bancari crediti a tassi di interesse confrontabili con il resto del sistema. Tutti fattori, questi, che rallentano la loro capacità decisionale e rendono più incerta la gestione dell'impresa;
a questi fattori di difficoltà interni si aggiungono, poi, quelli derivanti dalla crescente concorrenza internazionale. Sempre più spesso si segnalano casi di PMI in difficoltà che rischiano di essere acquisite da importanti imprese estere, consapevoli del loro valore e determinate al conseguimento di egemonie transnazionali. In tal modo il Paese rischia di perdere eccellenze, costrette a migrare altrove,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo ritengano opportuno istituire un Tavolo permanente e congiunto composto dai rappresentanti delle PMI del settore industriale del comparto della difesa, delle grandi aziende, dell'Amministrazione militare, del Governo e del mondo della ricerca tecnologica, dell'università e dei centri specializzati, finalizzato a monitorare l'andamento del settore industriale del comparto della difesa e a prevedere i più opportuni interventi per la salvaguardia, il sostegno e il rilancio delle PMI operanti nel settore;
se intendano avviare a risoluzione il problema dei ritardi nei pagamenti alle PMI del settore industriale del comparto della difesa, favorendo comportamenti virtuosi nei confronti delle suddette imprese da parte della pubblica amministrazione;
se ritengano opportuno chiedere alla Cassa depositi e prestiti di studiare e predisporre uno specifico prodotto finanziario dedicato alle PMI del settore industriale del comparto della difesa, con l'obiettivo di garantire loro la soluzione delle problematiche di approvvigionamento di risorse finanziarie e il superamento delle difficoltà di accesso al credito presso gli istituti creditizi.
(3-00282)