SENATO DELLA REPUBBLICA

    XIV LEGISLATURA    

Giovedì 21 luglio 2005

849ª e 850ª Seduta Pubblica


 

ORDINE DEL GIORNO
alle ore 9,30
I. Seguito della discussione dei disegni di legge:

1. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 maggio 2005, n. 86, recante misure urgenti di sostegno nelle aree metropolitane per i conduttori di immobili in condizioni di particolare disagio abitativo conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio (Approvato dalla Camera dei deputati). – Relatori Mugnai e Zappacosta (Relazione orale).  (3511)
2. Deputato CIRIELLI ed altri (
I deputati Cirielli, Arrighi e Bellotti hanno ritirato la propria sottoscrizione alla proposta di legge). – Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi (Approvato dalla Camera dei deputati).  (3247)
– FASSONE ed altri. – Nuova disciplina della prescrizione del reato.  
(260)
– FASSONE ed altri. – Disposizioni in materia di prescrizione del reato alla luce del principio di «ragionevole durata» del processo.  
(2699)
– GUBETTI ed altri. – Norme per la tutela della certezza della pena e per la prevenzione delle recidive.  
(2784)

II. Discussione del disegno di legge:

Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2005, n. 111, recante disposizioni urgenti per la partecipazione italiana a missioni internazionali (Approvato dalla Camera dei deputati). – Relatore Meleleo (Relazione orale).  (3541)

III. Ratifiche di accordi internazionali (elenco allegato).
IV. Seguito della discussione dei disegni di legge:

1. DE CORATO. – Modifica all’articolo 61 del codice penale. – Relatore Federici (Relazione orale).  (1544)
2. Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative concernenti la minoranza slovena della regione Friuli-Venezia Giulia
(Voto finale con la presenza del numero legale). – Relatore Pirovano (Relazione orale).  (2431)
3. ALBERTI CASELLATI. – Disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale.  
(1777)
– MEDURI ed altri. – Norme per contrastare la manipolazione psicologica.  
(800)

– Relatore Ziccone (Relazione orale)

4. Disposizioni in materia di contributi e di affidamento di servizi alle associazioni di protezione ambientale (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Foti e Ghiglia; Paroli ed altri). – Relatore Zappacosta (Relazione orale).  (2949)


alle ore 16
Interpellanza e interrogazioni (testi allegati).
RATIFICHE DI ACCORDI INTERNAZIONALI

1. Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Federazione russa nel campo dello smantellamento dei sommergibili nucleari radiati dalla marina militare russa e della gestione sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, fatto a Roma il 5 novembre 2003, con allegato e Scambio di Note effettuato a Roma il 2 aprile 2004, a Mosca il 7 maggio 2004 e a Roma il 25 maggio 2004 – (Approvato dalla Camera dei deputati). – Relatore Provera. (Seguito)  (3471)
2. Ratifica ed esecuzione della Convenzione congiunta in materia di sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, fatta a Vienna il 5 settembre 1997 –
(Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione del disegno di legge d’iniziativa dei deputati Calzolaio ed altri e del disegno di legge d’iniziativa governativa). – Relatore Pellicini.  (3428)
3. Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica kirghiza in materia di cooperazione turistica, fatto a Roma il 3 marzo 1999. –
Relatore Provera.–(3323)
4. Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica d’Austria per la manutenzione, misura e materializzazione del confine di Stato comune, con Protocollo finale ed Allegati, fatto a Vienna il 17 gennaio 1994 ed il relativo Scambio di lettere integrativo firmato a Roma il 31 ottobre 2000 –
(Approvato dalla Camera dei deputati). – Relatore Pellicini.  (3469)

INTERROGAZIONE SULLA PROCEDURA DI GARA PER LA FORNITURA DI SERVIZI INFORMATICI ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

(3-02125)(24 maggio 2005)         BASSANINI, PASSIGLI. – Al Ministro per l’innovazione e le tecnologie. – Premesso che:

            con un bando di gara pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 2005, n. 110, il CNIPA ha avviato una procedura di gara per la fornitura di servizi di connettività dati per la pubblica amministrazione;
            tale bando prevede contratti per l’importo di 1.200 milioni di euro (in 5 anni);
            nell’ambito di tale procedura di gara non è stata fornita a tutti gli operatori interessati la disponibilità immediata del capitolato tecnico per la fornitura dei servizi richiesti, generando una evidente «asimmetria informativa» a vantaggio delle società che già forniscono, di fatto in regime di monopolio, servizi analoghi sulla rete unitaria della pubblica amministrazione;
            nell’ambito di tale procedura di gara si pongono vincoli tali di fatturato, industriali e finanziari ai potenziali partecipanti, tali da impedire alle piccole e medie imprese del settore la partecipazione al bando di gara, costituendo così, di fatto, un cartello di imprese, all’interno del quale non potrà manifestarsi alcuna forma di concorrenza e negando, di conseguenza, uno degli stessi principi istitutivi dell’SPC, in particolare sullo sviluppo del mercato e della concorrenza;
            con questa gara il CNIPA crea di fatto in modo artificioso un mercato separato delle ICT per la pubblica amministrazione, in un settore come quello delle reti dati già liberalizzato e regolamentato dall’Autorità delle comunicazioni;
            le iniziative del Governo per la diffusione della banda larga seguono logiche di sviluppo del mercato dei servizi ICT diverse da quanto il CNIPA ha previsto per l’SPC, in quanto esse tendono ad agevolare la nascita di fornitori di servizi ed accesso ad Internet anche in zone con un ridotto bacino di utenza, abbattendo i costi fissi relativi alla creazione delle infrastrutture (capex);
            sulla base dell’art. 13 del decreto legislativo n. 39 del 12.2.1993, il CNIPA avrebbe dovuto realizzare un apposito studio di fattibilità per valutare le possibili alternative architetturali, tecnologiche, funzionali, organizzative e contrattuali per dimostrare i costi ed i benefici economici attesi dalla realizzazione dell’SPC, anche rispetto al reale volume di traffico dati generato tra le amministrazioni pubbliche nella condivisione di basi dati ed informazioni nei processi di automazione dei procedimenti amministrativi, prima di passare alla pubblicazione del bando di gara;
            la gara viene bandita dal CNIPA prima dell’insediamento della Commissione di coordinamento (nella quale sono presenti anche i rappresentanti delle regioni e degli enti locali) prevista all’art. 8 del decreto legislativo n. 42 del 28.2.2005;
            la gara viene bandita dal CNIPA in assenza delle regole tecniche e dei regolamenti previsti agli artt. 16 e 17 del decreto legislativo n. 42 del 28.2.2005;
            la gara prevede la creazione di un consorzio tra fornitori per la gestione di nuove infrastrutture di interconnessione delle reti che in realtà esistono da decenni su Internet – i Neutral Access Point, NAP, come il MIX di Milano, il TIX di Firenze, il TOPIX di Torino ecc. – e prevede che i costi di queste strutture replicate saranno a carico delle pubbliche amministrazioni e quindi a carico del bilancio dello Stato;
            la disponibilità di strumenti come la posta elettronica certificata consentirebbe di eliminare i problemi di sicurezza nei procedimenti automatizzati, rendendo quindi possibile l’utilizzo della rete Internet anche per la comunicazione tra le amministrazioni pubbliche (e non solo tra pubblica amministrazione e cittadini) e consentendo così di liberare ingenti risorse per la realizzazione di servizi reali per cittadini ed imprese e per le altre amministrazioni, e non più ridondanti infrastrutture che replicano quanto è già disponibile sul mercato,
        si chiede di sapere:
            se il Governo abbia valutato attentamente, prima di predisporre un progetto così oneroso, la fattibilità di un disegno progettuale interamente basato sull’utilizzo della rete Internet italiana, in totale consonanza con le istanze di concorrenza tra i fornitori e apertura del mercato della pubblica amministrazione, soprattutto nei confronti delle piccole e medie imprese;
            quali siano i risultati dello studio di fattibilità relativo al progetto SPC, studio alla base della formulazione dell’attuale bando di gara;
            quale sia l’analisi che ha portato alla stima di 1,2 miliardi di euro di controvalore dell’investimento e dell’esercizio dell’SPC;
            quali siano i criteri con cui tali finanziamenti saranno ripartiti tra le amministrazioni;
            quale sia l’importo dei finanziamenti assegnati per competenza sui bilanci del CNIPA e delle altre amministrazioni e la precisa indicazione della consistenza dei finanziamenti già effettivamente impegnabili dal CNIPA e dalle altre amministrazioni sugli esercizi 2005 e 2006;
            se il Governo non ritenga opportuno sospendere il bando di gara almeno fino all’approvazione delle regole tecniche e dei regolamenti previsti dall’art. 17 del decreto legislativo 42/05 per evitare che tali regole intervengano quando già si conoscono le imprese che parteciperanno al bando.

 


INTERPELLANZA SUL RISPETTO DELLE NORME
RELATIVE ALLA PUBBLICITÀ TELEVISIVA

(2-00507)(4 febbraio 2004)         ZANDA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle comunicazioni e della giustizia. – Premesso che:

            come precisato dal Consiglio di Stato la disciplina vigente (legge 6 agosto 1990, n. 223), ai fini dei limiti congiunti dell’affollamento quotidiano e orario, considera le «telepromozioni» una forma di pubblicità televisiva e, pertanto, le sottopone ai medesimi limiti di legge in materia di affollamento orario;
            nel corso degli ultimi anni, ed in particolare dal 2003, le emittenti private del gruppo Mediaset hanno più volte adottato la pratica di programmare le telepromozioni superando i limiti di affollamento orario stabiliti dalla legge in misura tale da incidere sostanzialmente sui risultati di bilancio;
            in questo contesto il disegno di legge recante norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo, la cosiddetta «legge Gasparri», rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica il 15 dicembre 2003, introduce delle modifiche alla citata legge 6 agosto 1990, n. 223, il cui effetto finale è quello di imputare al solo limite dell’affollamento giornaliero le forme di pubblicità come le offerte fatte direttamente al pubblico ai fini della vendita, dell’acquisto o del noleggio di prodotti oppure della fornitura di servizi;
            risulta evidente che la previsione contenuta nel disegno di legge Gasparri è volta a sanare i comportamenti illeciti ripetutamente messi in atto dalle emittenti private del Gruppo Mediaset, fornendo al contempo conferma di tale perdurante illiceità di comportamento. D’altra parte, non essendo entrata in vigore l’attesa disposizione di «sanatoria», le stesse emittenti continuano a tutt’oggi ad incorrere in violazioni delle norme vigenti in materia di limiti alla programmazione delle telepromozioni;
            infatti, secondo quanto risulta dai dati registrati dalle società per la rilevazione della pubblicità che svolgono in modo imparziale tali funzioni per inserzionisti e reti, nel periodo tra il gennaio 2003 e il novembre dello stesso anno si sarebbero verificati, proprio attraverso le telepromozioni, continui e consistenti «sforamenti» dei limiti di affollamento orario stabilito per la pubblicità, in violazione della normativa vigente in materia, da parte delle emittenti private del Gruppo Mediaset;
            in particolare, risulta che nel suddetto periodo su Canale 5 l’affollamento pubblicitario medio nelle ore comprese tra le 12.00 e le 13.00, tra le 16.00 e le 17.00 e tra le 19.00 e le 20.00 è stato costantemente superiore a quello consentito dalla legge, raggiungendo addirittura punte del 26 per cento; per quanto riguarda Italia 1
, gli «sforamenti» si sono concentrati nella fascia oraria tra le 20.00 e le 21.00; infine, per quanto riguarda Rete 4, il superamento dei limiti si è realizzato prevalentemente nella fascia oraria che va dalle 12.00 alle 13.00, tra le 13.00 e le 14.00 e tra le 14.00 e le 15.00;
            tale violazione sistematica delle norme vigenti imporrebbe di applicare le sanzioni previste per il caso di reiterazione;
        rilevato inoltre che:
            con riferimento alle interruzioni di film l’articolo 3, comma 3, della legge 30 aprile 1998, n. 122, stabilisce che «la trasmissione di opere audiovisive (...) di durata programmata superiore a quarantacinque minuti può essere interrotta soltanto una volta per ogni periodo di quarantacinque minuti. È autorizzata un’altra interruzione se la durata programmata delle predette opere supera di almeno venti minuti due o più periodi completi di quarantacinque minuti»;
            al fine di eludere la suddetta disposizione nella programmazione di film, le emittenti commerciali hanno adottato la pratica di inserire tra il primo e il secondo tempo un breve programma informativo (per esempio il Meteo), al fine di giustificare un’interruzione pubblicitaria aggiuntiva al di fuori di quelle previste dalla norma;
            per censurare tali violazioni delle disposizioni vigenti in materia, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha adottato provvedimenti di diffida nei confronti della Società RTI, società di
broadcasting del Gruppo Mediaset, responsabile della programmazione delle emittenti Canale 5, Italia 1 e Rete 4;
            per tutta risposta la società RTI ha, da un lato, impugnato il provvedimento dell’Autorità e, dall’altro, ha manifestato l’apparente volontà di adeguarsi all’indirizzo espresso dall’Autorità Garante, inserendo nella programmazione di trasmissioni di durata superiore ai quarantacinque minuti un nuovo brevissimo programma informativo (TG.COM); secondo la RTI, infatti, i due brevi programmi (Meteo e TG.COM), collocati in testa e in coda all’interruzione pubblicitaria, configurerebbero un nuovo programma inserito all’interno del film e, come tale, suscettibile di ulteriori interruzioni con
spot pubblicitari;
            in effetti, tale soluzione non elimina la violazione di legge, avendo come unico scopo l’elusione delle norme in materia di interruzioni pubblicitarie dei film, stante il carattere meramente strumentale dei due programmi informativi, inseriti al solo fine di aggiungere una o più interruzioni pubblicitarie rispetto a quelle consentite dalla legge; per di più, il cosiddetto programma TG.COM si configura, nella sostanza, come la promozione di un prodotto informativo della stessa emittente;
        tenuto, inoltre, conto che:
            risulta, altresì, sistematicamente violata la norma contenuta nell’articolo 3, comma 2, della legge 30 aprile 1998, n. 122, secondo la quale «la pubblicità e gli
spot di televendita possono essere inseriti soltanto tra le parti autonome o negli intervalli» degli avvenimenti sportivi;
            è facilmente constatabile, infatti, che gli
spot vengono inseriti, in particolar modo nel corso delle partite di calcio, non soltanto negli intervalli, ma addirittura durante le fasi del gioco, con una capziosa ed illegittima interpretazione del termine «intervalli»;
            nel corso di altri eventi sportivi, quali le corse automobilistiche o le corse motociclistiche, gli
spot vengono inseriti anche interrompendo l’evento sportivo, adducendo come giustificazione a tale pratica l’assenza, per tali eventi, di intervalli autonomi o pause naturali,
        si chiede di sapere:
            di quali informazioni il Governo disponga circa l’effettiva osservanza delle norme vigenti in materia di telepromozioni, di interruzioni pubblicitarie di film, di interruzioni nel corso di eventi sportivi da parte delle emittenti private;
            se non ritenga di dover assumere delle iniziative volte a garantire il rispetto, da parte delle stesse emittenti, dei limiti e delle modalità di programmazione e messa in onda degli
spot pubblicitari e delle telepromozioni, tenendo conto, a tal fine, delle disposizioni di cui alla legge 6 agosto 1990, n. 223;
            se non ritenga che i telespettatori abbiano il diritto di usufruire di programmi televisivi che non siano continuamente interrotti con messaggi pubblicitari la cui mole e frequenza oraria è del tutto illecita e per ciò stesso intollerabile;
            se non ritenga che i bilanci delle Società emittenti – i quali ricomprendono le voci relative ai ricavi pubblicitari ottenuti attraverso le violazioni di legge sopra descritte – non debbano considerarsi inficiati nella loro legittimità e pertanto esposti ai rilievi e alle censure delle competenti autorità, non esclusa l’Autorità giudiziaria.

 


INTERROGAZIONE SULLA FORNITURA DEI SERVIZI
TELEFONICI «DI CORTESIA»

(3-01568)(6 maggio 2004)         BATTISTI – Al Ministro delle comunicazioni – Premesso:

            che è stato raggiunto un accordo tra Tim e Telecom per la fornitura di alcuni servizi cosiddetti «di cortesia»;
            che nel quadro di tale accordo è previsto per alcune funzioni automatiche – come la comunicazione di informazioni relative al traffico telefonico, lo stato di reperibilità dell’utente, il messaggio di avviso di entrata in funzione del meccanismo di segreteria telefonica – l’uso di messaggi vocali registrati con la voce di alcuni personaggi noti, in sostituzione della voce neutra di un operatore;
            che sull’argomento si è già espressa negativamente l’associazione Intesaconsumatori che, rivolgendosi all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha chiesto la tutela degli utenti che non gradiscono il servizio;
            che appare un’evidente forzatura da parte delle citate compagnie telefoniche l’imposizione della presenza, seppur esclusivamente vocale, di alcuni personaggi famosi, senza tener conto della volontà degli utenti,
        si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei seguenti elementi:
            quali siano i costi sopportati dall’azienda per la fornitura di tali servizi agli utenti;
            con quali criteri vengano scelti i personaggi interpreti dei messaggi vocali;
            quali siano gli esatti contenuti dei messaggi ed a quali servizi vengano apposti;
            se esista una modalità per la disattivazione degli stessi da parte degli utenti che non vogliono usufruirne;
            se l’eventuale disattivazione comporti un onere economico per l’utente.

 


INTERROGAZIONE SU UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA CONCERNENTE LA TEMATICA DEGLI ORGANISMI
GENETICAMENTE MODIFICATI

(3-01876)(15 dicembre 2004)(Già 4-06877)         MANFREDI, PICCIONI. – Al Ministro delle comunicazioni. – Premesso:

            che domenica 23 maggio 2004, in una trasmissione di Raiuno condotta da Lubrano sul tema degli O.G.M., sono stati invitati una rappresentante di «Greenpeace», un rappresentante dei coltivatori diretti ed un nutrizionista, che si sono concordemente espressi in modo critico e negativo sui predetti prodotti;
            che alla trasmissione non erano presenti rappresentanti del mondo scientifico né altre persone che potessero esporre valutazioni positive in merito alle tecniche di agrobiotecnologia;
        considerato:
            che la trasmissione si è rivelata – a giudizio degli interroganti – di parte, quasi faziosa, in assenza di contraddittorio;
            che gli spettatori hanno avuto un’impressione non equilibrata sulla realtà degli O.G.M., al limite della mistificazione informativa,
        gli interroganti chiedono di sapere:
            se le notizie illustrate corrispondano a verità;
            quali iniziative si intenda intraprendere per garantire che le trasmissioni informative e culturali della televisione pubblica rispondano al requisito della «qualità dell’offerta» previsto dall’art. 2 del contratto di servizio tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 14 febbraio 2003.

 


INTERROGAZIONE SUL DIRETTORE GENERALE
DELLA FONDAZIONE UGO BORDONI

(3-02162)(21 giugno 2005)         BATTISTI. – Al Ministro delle comunicazioni. – Premesso che:

            Guido Salerno è il capo di Gabinetto del neo Ministro delle comunicazioni Mario Landolfi;
            Guido Salerno ha a tutt’oggi mantenuto la carica di direttore generale della fondazione Ugo Bordoni;
            la fondazione in questione, creata nel 2000, è riconosciuta dalla legge n. 3 del 2003 istituzione privata di alta cultura, ed elabora e propone strategie di sviluppo nel settore delle comunicazioni;
            la fondazione coadiuva operativamente il Ministero delle comunicazioni nella soluzione organica e interdisciplinare di problematiche di carattere tecnico, economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio; svolge attività di ricerca, di studio e di consulenza;
            nel campo della TV digitale, la legge n. 3 del 2003 assegna alla fondazione la supervisione tecnica delle attività di sperimentazione di trasmissioni digitali terrestri e di servizi interattivi, con particolare riguardo alle applicazioni di carattere innovativo nell’area dei servizi pubblici e dell’interazione tra i cittadini e le amministrazioni dello Stato che sono realizzate sotto la vigilanza del Ministero delle comunicazioni e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
            per svolgere tutti i suoi compiti la fondazione riceve sostanziosi contributi pubblici, in particolare dal Ministero delle comunicazioni,
        si chiede di sapere:
            se Guido Salerno, capo di Gabinetto del ministro Landolfi, conservi tuttora la carica di direttore generale della fondazione Ugo Bordoni;
            se, in tal caso, il Ministro non ravvisi un grave conflitto di interessi che riguarda un alto dirigente ministeriale;
            quali provvedimenti si intenda adottare per risolvere una situazione che mina pesantemente la credibilità di una pubblica istituzione.

 


INTERROGAZIONE SULLA MANCATA CONCESSIONE DI UNO SPAZIO PER LO SVOLGIMENTO DI UNA FESTA ORGANIZZATA DALLA LEGA NORD NEL COMUNE DI CHIOGGIA

(3-02190)(5 luglio 2005)         STIFFONI. – Al Ministro dell’interno. – Premesso che:

            nel Comune di Chioggia (Venezia) è in atto, da tempo, un clima di vera e propria intolleranza, creato dagli amministratori locali di centro-sinistra, ai danni del movimento politico della Lega Nord;
            nello specifico, nella recente campagna elettorale per le regionali, le autorità locali hanno cercato ripetutamente di negare gli spazi per i gazebo; inoltre un attivista del suddetto movimento è stato caldamente invitato a non fare propaganda politica per la Lega, ma di farla bensì per il candidato di centro-sinistra. Questi, per non aver ottemperato agli «ordini», si è visto bloccare, a mezzo di cavilli burocratici, la sua attività di pesca;
            è di questi giorni la volontà del sindaco Guarnieri di bloccare la tradizionale Festa Provinciale della Lega, per lo svolgimento della quale, in accordo con i vigili urbani, si era già individuato lo spazio nel piazzale Europa e la data dal 30/7 al 3/8/2005;
            successivamente, la giunta comunale deliberava di concedere il piazzale Europa per lo svolgimento di un concerto patrocinato dal Comune di Chioggia, organizzato da una non ben definita associazione, negando quindi il suddetto spazio alla Lega Nord;
            dall’atteggiamento tenuto dal Sindaco si desume che è sua precisa volontà di non concedere uno spazio alla Lega, in quanto gli erano state richieste tre altre opzioni di piazze per svolgere la manifestazione, ma egli, di contro, ha risposto che l’unico spazio concedibile alla Lega Nord era il piazzale antistante il cimitero;
            detto spazio, peraltro, dista solo 50 metri da un agguerrito centro sociale; inoltre la normativa impedisce di cucinare in prossimità dei cimiteri;
            malgrado le obiezioni e l’intercessione di un assessore della sinistra, l’intenzione del Sindaco, ad oggi, non è mutata,
        l’interrogante chiede di sapere quale giudizio venga dato dei fatti sopra esposti e conseguentemente quali iniziative si intenda assumere al fine di far cessare questo tipo di atteggiamenti discriminatori posti in essere da alcuni amministratori del Comune di Chioggia, visto che questi ultimi stanno assumendo vieppiù carattere di intolleranza e razzismo, fuori da ogni logica di sana e corretta contrapposizione politica.

 


INTERROGAZIONE SULLA REALIZZAZIONE DI UN POLO PEDIATRICO NEL COMUNE DI ACERRA

(3-01487)(18 marzo 2004)         SCALERA, LIGUORI, BAIO DOSSI. – Al Ministro della salute. – Premesso che:

            la dotazione di infrastrutture nel Mezzogiorno è ancora largamente al di sotto della media nazionale, con particolare riferimento anche alle strutture ospedaliere e sanitarie che, nelle regioni meridionali, sono meno diffuse e meno specializzate;
            l’impegno del Governo per risolvere tali problematiche è stato, fino ad oggi, insufficiente e restano alcuni grandi nodi da sciogliere come, ad esempio, la realizzazione di un polo pediatrico programmato nel comune di Acerra, in provincia di Napoli, che dovrebbe servire tutta la regione Campania e le aree che gravitano attorno ad essa,
        si chiede di sapere in quale modo il Governo intenda operare per il riequilibrio delle strutture di pubblica utilità al fine di sanare il
gap tuttora esistente tra nord e sud del Paese e, in tale ambito, se non ritenga urgente provvedere alla celere realizzazione del polo pediatrico di Acerra, che rappresenta una importante struttura sanitaria di eccellenza.

 


INTERROGAZIONE SULLO STABILIMENTO MILITARE
SPOLETTE DI TORRE ANNUNZIATA

(3-01899)(18 gennaio 2005)         SCALERA. – Al Ministro della difesa. – Premesso che:

            la delicata fase di ristrutturazione dello stabilimento militare Spolette di Torre Annunziata si muove in una difficile contingenza;
            l’ulteriore accelerazione avviata dal Ministero, attraverso la Commissione di Segredifesa, sembra indicare nel 16 gennaio 2005 il termine ultimo per il passaggio del personale dell’Ente nei ruoli dell’Agenzia Industrie Difesa;
            il significativo ventaglio di problemi sollevati dalla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) dello stabilimento non ha trovato alcuna utile risposta;
            l’ulteriore richiesta dell’immediata attivazione di un tavolo di confronto politico-sindacale, capace di affrontare alla radice le questioni irrisolte, resta, al momento, ancora disattesa;
            la stessa proposta di convocazione per l’avvio delle suddette concertazioni, in un periodo strettamente legato alle festività natalizie, conferma la volontà ostativa del Governo ed indebolisce, consequenzialmente, lo spessore della trattativa;
            tale posizione pregiudiziale finisce inevitabilmente per «ingessare» il confronto fra le parti, eludendo le richieste più volte formulate dalla stessa RSU,
        si chiede di sapere:
            quale tipo di risposta si intenda fornire alle precise richieste formulate dalla RSU dello stabilimento militare Spolette di Torre Annunziata;
            se non si ritenga più opportuno allungare i termini previsti per la concertazione, anche al fine di consentire un sereno confronto con la RSU, facendo calare l’intesa all’interno di un contesto meno conflittuale e indiscutibilmente più produttivo per lo stesso Ministero della difesa.