DIFESA (4a)

MERCOLEDI' 26 LUGLIO 2000

243a Seduta

Presidenza del Presidente
DI BENEDETTO
indi del Vice Presidente
AGOSTINI


La seduta inizia alle ore 15,15.


PER UNA MISSIONE DELLA COMMISSIONE

Il presidente DI BENEDETTO ipotizza per i giorni 14 e 15 agosto una visita al contingente italiano impegnato in ambito Kfor in Kosovo.

Conviene la Commissione.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Programma pluriennale di R/S SGD n. 6/2000 relativo alla fase di definizione e validazione del sistema missilistico superficie-aria "Memorandum Extended Air Defense System (MEADS)" – Estensione triennale (Risk Reduction Effort, RRE) (n. 729)
(Parere al Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera b) della legge 4 ottobre 1988, n. 436. Esame. Parere favorevole.)

Riferisce il senatore NIEDDU segnalando che il Programma verte su una ricerca pluriennale relativa ad un sistema missilistico superficie-aria di media gittata, la cui finalità è di difesa antimissile, particolarmente contro missili balistici tattici e missili da crociera. Il programma è sviluppato, dopo la rinuncia della Francia, in cooperazione con gli Stati Uniti e la Germania, rispettivamente con quote iniziali del 55%, 24% e 15% per l'Italia. Il MEADS è un sistema di nuova generazione che migliorerà l'attuale capacità di difesa aerea di obiettivi, sia militari che civili, contro i rischi rappresentati dai missili balistici, la disponibilità dei quali si è estesa a un numero crescente di paesi. Le caratteristiche del MEADS saranno quelle della flessibilità operativa, interoperabilità, supportabilità, mobilità e aerotrasportabilità. Il programma è stato avviato nel 1996, con la fase di definizione e validazione, regolamentata da un memorandum of understanding firmato il 28 maggio ed emendato il 16 dicembre dello stesso anno, a seguito del ritiro francese. Durante la fase di progettazione, definizione e validazione sono stati prodotti due studi in competizione tra loro, da parte di due diversi consorzi industriali euroamericani, uno composto da Raytheon-DASA-Alenia Marconi Systems, l'altro da Lockheed-Martin/DASA/Alenia Marconi Systems. Sono state avanzate quindi due offerte per l'esecuzione della successiva fase di sviluppo, valutate dagli esperti governativi dei tre Paesi che il 19 maggio 1999 conclusivamente hanno optato per l'offerta di Lockheed-Martin/DASA/Alenia Marconi Systems. Il costo per l'Italia dell'intero percorso sino ad ora descritto è stato pari a 43,8 miliardi per spese operative e 5,9 miliardi per spese amministrative, corrispondente ad una quota del 15% del totale dei costi sostenuti.
Il parere che si deve esprimere riguarda la seconda fase del Programma, vale a dire l'estensione per un triennio, a far data dal secondo quadrimestre 2000, della fase di progettazione-definizione e validazione del MEADS. La finalità dell'estensione è motivata dalla opportunità di far precedere la fase di sviluppo del MEADS da ulteriori attività rivolte a minimizzare i rischi ed i costi ed a dimostrare la validità della progettazione del sistema di incorporazione dei missili PAC 3 (Patriot) nel MEADS. La firma del contratto è prevista entro il prossimo agosto, subito dopo la sottoscrizione del necessario emendamento al memorandum of understanding. Nel corso delle fasi successive le quote fra Stati Uniti, Germania e Italia si adegueranno rispettivamente al 55%, al 28% e al 17%. Le risorse finanziarie per l'Italia sono valutate in 74,01 miliardi per i costi operativi, calcolati su una base di cambio Euro-dollaro pari a 0,97. Per la copertura di tale importo si attingerà dal cap. 7500 (ex cap. 7010) ricerca e sviluppo del Ministero della difesa. Ad esse si aggiungono indicativamente 11,9 miliardi per i costi amministrativi rivenienti dal cap. 2544 del ministero della Difesa. Concreto obiettivo è la realizzazione di un dimostratore tecnologico (prototipo) che sarà sottoposto ad una serie di prove finali, a seguito delle quali si potrà decidere se avviare o meno la fase di sviluppo. Si tratta di una rilevante novità nella politica degli Stati Uniti in materia di rilascio di tecnologie strategiche ad alleati europei. Dunque, il MEADS è la prima concreta occasione di cooperazione transatlantica realizzata su un piano di parità. Per quanto concerne l'industria, i settori interessati sono quelli elettronico ed aeronautico, particolarmente riguardo alle applicazioni radar, missilistiche, telecomunicazioni ed ai sistemi di comando e controllo. La ripartizione del lavoro tra i partner ricalcherà le percenutali di partecipazione al progetto da parte dei singoli paesi. L'entrata in servizio è fissata per il 2009.
Propone, quindi, l'emissione di un parere favorevole.

Si apre la discussione generale.

Il senatore PERUZZOTTI lamenta in primo luogo l'assenza di un rappresentante del Governo.
Con riferimento, poi, all'atto in titolo, che concerne la prosecuzione per altri tre anni di un programma interforze, quello relativo alla progettazione del sistema missilistico di difesa antimissilistica, sottolinea che del progetto è parte anche la Germania, mentre la Francia ne è uscita, essendo maggiormente interessata allo sviluppo dei missili FSAF (cui l'Italia peraltro partecipa). L'obiettivo è quello di giungere alla produzione e messa in opera di un'efficace sistema di difesa antimissile cd. "d'area", cioè idoneo alla protezione di porzioni di territorio significative, quali ad esempio i grandi aeroporti e le città contro ogni genere di minaccia aerea. A titolo di confronto, il Patriot Pac-2 impiegato nella Guerra del Golfo, era invece un sistema per la difesa cd. "di punto", concepito cioè solo per la difesa di obiettivi circoscritti (ad es. un sito sensibile come una fabbrica o una base aerea). Il MEADS dovrebbe altresì essere altamente mobile e quindi facilmente rischierabile nel caso di operazioni all'estero di grande portata. Originariamente promettente, il MEADS è però sparito da qualche tempo dal novero dei più importanti programmi statunitensi di sviluppo della difesa antimissile, che sono attualmente centrati su sistemi antagonisti, quali il THAD e l'AEGIS, che sono altri tipi di missili antimissile, oltre che su più avveniristiche armi ad energia diretta.
L'occasione è propizia per chiedere al Governo quali prospettive abbia veramente il sistema che l'Italia dovrebbe concorrere a produrre e che nel 1998 si riteneva dovesse entrare in servizio entro il 2005. L'esecutivo chiede l'autorizzazione a partecipare per altri tre anni alla fase di definizione e validazione, che è affidata ad un organismo "atlantico": gradirebbe ricevere quindi chiarimenti precisi dal Governo.

Il senatore PELLICINI preannuncia l'astensione del Gruppo Alleanza Nazionale, che parimenti lamenta l'assenza del Governo e il ritardo con il quale il Programma è stato trasmesso al Parlamento, ossia nell'imminenza delle ferie estive, posto che per i termini in questione non si applica alcuna sospensione del computo.

Il senatore AGOSTINI preannuncia invece il voto favorevole della sua parte politica, pur mantenendo perplessità verso la tempistica adottata dal Governo, che ha trasmesso il Programma in titolo appena il 19 luglio, ossia nell'imminenza della sospensione dei lavori. Ipotizza per settembre una riunione congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa, al fine di ascoltare dai Ministri le opzioni di politica militare italiana nei nuovi contesti internazionali.

Il senatore MANCA paventa, a causa del Governo, un ruolo riduttivo della Commissione nell'ambito del procedimento di formazione della volontà politica nelle decisioni militari. Condanna del pari l'assenza di un rappresentante del Governo.
Nel merito del Programma, comunque, dissente dalle perplessità di chi ha evidenziato l'avvenuta dismissione del sistema missilistico in questione da parte delle Forze armate Usa, giacché esse operano in ben altro ordine di idee, con ben altra disponibilità finanziaria. Preannuncia comunque l'astensione del Gruppo di Forza Italia.

Il senatore TABLADINI, dichiarato di condividere quanto affermato dal senatore Manca -che ha evidenziato il gap tecnologico in danno dell'Italia, scaturente dalla scarsità di investimenti industriali-, sottolinea la necessità di incrementare in vari settori le somme da destinare alla ricerca scientifica.

Replica il relatore NIEDDU, negando il disimpegno statunitense dal Programma in titolo. Difende, poi, la bontà del Programma, che permette anzi un ritorno di grande dimensione sul piano dello sviluppo industriale.

Posta ai voti, previo accertamento del numero legale, la proposta del relatore è quindi approvata a maggioranza.

IN SEDE REFERENTE

(4672) Norme per l'istituzione del servizio militare professionale, approvato dalla Camera dei deputati

(48) BERTONI ed altri. – Riduzione a dieci mesi del servizio militare di leva.

(1465) UCCHIELLI ed altri. – Norme sul servizio di leva e sulla sua durata.

(2336) MANCA ed altri. – Riordino delle Forze armate della Repubblica su base professionale e volontaria.

(2972) MANFREDI. – Destinazione dei militari di leva a prestare il servizio militare nel Corpo forestale dello Stato.

(3790) FLORINO ed altri. – Disposizioni in materia di termini e di utilizzo, durante il servizio di leva, dei soggetti residenti in Campania o in altre regioni.

(3816) RUSSO SPENA ed altri. – Norme sulla riforma della leva obbligatoria, sull'istituzione del Ministero della protezione civile e del Dipartimento della difesa popolare non violenta.

(3818) MAZZUCA POGGIOLINI. – Modifiche alla legge 31 maggio 1975, n. 191, recante nuove norme per il servizio di leva.

(4199) Athos DE LUCA. – Norme a tutela dei cittadini durante lo svolgimento degli obblighi di leva e istituzione del difensore civico nazionale militare.

(4274) MANZI ed altri. – Misure urgenti per la riforma e la riqualificazione del servizio militare di leva obbligatorio.

(4653) BATTAFARANO. – Disposizioni in materia di servizio sostitutivo di leva.
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 luglio 2000, al termine della relazione introduttiva e dopo l'assunzione del disegno di legge n. 4672 a testo-base.
Si apre quindi la discussione generale.

Il senatore PALOMBO auspica nuove norme per regolamentare lo svolgimento del servizio militare professionale in rapporto all’attuale situazione politica, economica e sociale, nazionale ed internazionale. Si complimenta, poi, con il relatore, che ha illustrato con lucidità la complessa problematica. Riassume, quindi, i contenuti della normativa prospettata, affinché si appalesi in tutta chiarezza il dimensionamento operativo, che si intende operare sulle Forze armate. Nell’arco di sette anni, dall’entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della emananda legge, cioè con tutta probabilità nel periodo compreso fra il 2001 e il 2008, le Forze armate, con esclusione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dovranno raggiungere gradualmente un organico complessivo di 190.000 uomini, affiancati da circa 43.000 dipendenti civili della Difesa. Per quanto riguarda gli ufficiali ed i sottufficiali gli attuali contingenti sono invece esuberanti. L’insieme di uomini alle armi, compresi i giovani in servizio di leva, ammonta attualmente a circa 270.000 unità. Pertanto, entro la fine del 2008, la consistenza nell’Esercito, in Marina e nell’Aeronautica dovrebbe ridursi di circa 80.000 uomini e gli organici delle tre Forze armate dovrebbero essere così costituiti: I) ufficiali in servizio permanente = 21.900 unità; II) sottufficiali (marescialli e sergenti) in servizio permanente = 71.444 unità; III) volontari di truppa in servizio permanente = 24.262 unità; IV) volontari in ferma prefissata e rafferma = 72.394 unità. Occorrerà ridurre gli esuberi di ufficiali e sottufficiali e ciò dovrebbe essere attuato prevedendo il transito nei ruoli delle altre amministrazioni dello Stato in relazione alle esigenze, ai profili di impiego e alla programmazione delle amministrazioni stesse, ovvero con il loro collocamento in ausiliaria. Nel triennio 2000-2002 è previsto un reclutamento massimo di 30.506 volontari in ferma prefissata. Nella forza attualmente in servizio presso Esercito, Marina e Aeronautica, il contingente di leva ammonta a 120.000 uomini. Ebbene, è tale contingente quello da azzerare gradualmente entro il 2008, chiamando per ultimi alle armi i giovani nati entro il 1985. In particolare, nel procedere al “congelamento” del servizio militare obbligatorio, che resterà tale solo nei casi dello stato di guerra deliberato dal Parlamento e di gravi crisi internazionali in cui sia coinvolta l’Italia (fatto salvo il diritto all’obiezione di coscienza) i coscritti di leva dal 2001 in poi e fino al 2008 saranno chiamati alle armi solo per colmare le carenze numeriche di volontari. E a questo proposito, poiché l’ultima classe incorporabile sarà quella del 1985, ne discende che negli anni dal 2005 al 2008 compreso, la Difesa potrà incorporare soltanto coscritti che nei medesimi anni avranno concluso il rinvio della chiamata per motivi di studio, ovvero avranno perduto il diritto di continuare ad usufruirne. Si tratterà di ricorrere a personale nato prima del 1985, che prevedibilmente opterà per l’obiezione di coscienza e il servizio civile, pur di sfuggire al servizio militare obbligatorio.
La modificazione dello strumento militare nazionale poggia, dunque, sul “congelamento” del servizio di leva e la creazione di una forza di truppa volontaria, al momento, di circa 95.000/96.000 uomini di cui quasi 35.000 in servizio permanente e 60.000 in ferma volontaria. Tenuto conto altresì che i volontari di truppa alle armi sono attualmente circa 30.000, nei prossimi anni sarà necessario reclutarne altri 60.000. Il contingente dei volontari non in servizio permanente sarà alimentato con uomini in ferma annuale, in ferma prefissata di cinque anni e in due ferme successive biennali, per un totale di 9/10 anni di servizio volontario, da trascorrere in uno stato di rapporto di impiego assolutamente precario, in contrasto con i fondamentali diritti che la Costituzione assicura ad ogni cittadino.
Fino ad oggi, la risposta dei giovani alla richiesta di volontari nelle Forze armate non può essere definita entusiasmante. Ricorda che gli anni della Guerra fredda furono affrontati dalle Forze armate con cospicui contingenti di ufficiali di complemento in ferma quinquennale. Costoro non furono mai congedati alla fine della ferma sottoscritta. Anzi, essi furono raffermati con provvedimenti di emergenza e, dopo un iter lunghissimo, stabilizzati in speciali ruoli ad esaurimento. Non è percorribile un analogo itinerario per i volontari di truppa del nuovo esercito, sia perché è socialmente e politicamente improponibile uno sfruttamento dell’uomo come quello perpetrato a danno degli ufficiali di complemento in ferma quinquennale nei decorsi decenni, sia perché il nuovo strumento operativo deve poggiare su larghi e convinti contingenti di uomini di truppa, compresi in età tra i 18 e i 25 anni, analogamente a quanto accade nelle esperienze inglese e statunitense. Si può invero obiettare che la massa di volontari che non affluirà nei ranghi della truppa in servizio permanente troverà impiego, al termine delle ferme, nelle stesse Forze armate ovvero altrove. Ma il problema è proprio quell’altrove che resta aleatorio, perché non è una certezza se si considerano attentamente le previsioni al riguardo nel testo-base. Infatti, tralasciando le disposizioni per l’inserimento dei volontari in ferma volontaria nel ruolo dei volontari in servizio permanente e nei ruoli dei marescialli, l’articolo 3 del testo-base stabilisce l’emanazione di un successivo decreto, che disciplini le modalità per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.
In conclusione, sofferma la sua attenzione sul trattamento economico complessivo del personale militare. Oggi le Forze armate sono chiamate ad esprimersi in operazioni che si svolgono nell’ambito di contingenti multinazionali, peraltro in situazioni paritetiche di impiego e rischio. Si registra che nei confronti dei colleghi appartenenti alle Forze armate della Comunità europea, i militari italiani di tutte le categorie e grado, sono sottopagati. Se si considera che nell’immediato futuro fra gli eserciti europei, circolerà un’unica moneta, a significare omogenei e omologhi livelli di vita presso le rispettive Nazioni, la sperequazione di cui soffrono i nostri militari appare essere una vera e propria ingiustificata discriminazione economico-sociale. Altro grave problema è quello degli alloggi di servizio. Nell’immediata prospettiva, e negli anni a venire, questo problema appare destinato ad aggravarsi a causa del rischieramento degli enti e dei reparti sul territorio nazionale e per l’accresciuta mobilità dei quadri per le nuove necessità di addestramento e impiego operativo. Alla luce dell’analisi effettuata invita: a) ad ampliare a dieci anni il periodo di sette anni ora previsto per pervenire all’esclusione dalle Forze armate del personale di leva, sostituendolo interamente con volontari; ciò per evitare soluzioni di continuità nella gradualità temporale dell’avvicendamento dei coscritti volontari che si ripercuoterebbero dannosamente e pericolosamente sull’efficienza dello strumento militare, in tutte le fasi di trasformazione; b) a procrastinare l’ultima chiamata alle armi ai nati entro il 1988, per evitare che la crisi paventata nella precedente alinea, abbia luogo con probabilità quasi pari alla certezza negli anni dal 2005 al 2008, quando sarebbero richiamati solo i coscritti in uscita dal rinvio per motivi di studio; c) ad inserire nella previsione del collocamento in ausiliaria degli ufficiali e dei sottufficiali esuberanti ai nuovi organici se con meno di cinque anni dai limiti di età previsti per ciascuna categoria, anche la clausola di quarant’anni di servizio utile, affinché ingiusti danni pensionistici non colpiscano quanti al riguardo saranno interessati; d) a correggere le varie previsioni, volte ad agevolare e a favorire l’inserimento degli ex volontari nel mondo del lavoro e nei ranghi delle stesse Forze armate, delle forze di Polizia e dei dipendenti civili dello Stato, in termini tali da rendere i dettati di ciascuna di essa effettivamente operanti, ciò perché nessun ex volontario dopo cinque o sei anni, o addirittura nove-dieci, di “sfruttamento” lavorativo nei ranghi delle Forze armate, a rischio anche della propria vita, si ritrovi, senza alcun demerito, disoccupato; e) a rielaborare in particolare il testo-base nell’articolo 5, affinché la struttura competente ad agevolare l’inserimento dei volontari congedati nel mondo del lavoro non sia collocata nell’ambito della Difesa, bensì della Presidenza del Consiglio, così come è avvenuto per l’impiego dei coscritti, optanti per l’obiezione di coscienza e il servizio civile; f) ad esaminare approfonditamente la problematica delle remunerazioni e dell’accesso alla proprietà della prima abitazione, allo scopo di disporre norme di adeguamento dei trattamenti economici, da una parte, e misure dall’altra che agevolino la partecipazione dei militari all’edilizia economico popolare finanziata dalle regioni.
Esprime soddisfazione da ultimo verso il consenso che sembra essersi coagulato ieri, nel corso dell'Ufficio di Presidenza che ha incontrato esponenti dell'Associazione Nazionale Alpini per valutare gli effetti della riforma su quella gloriosa arma, meritoria per la sua storia e per l'elevata, odierna professionalità.

Il senatore NIEDDU, espresso apprezzamento per l'efficace relazione introduttiva, sottolinea il carattere ormai superato del servizio di leva obbligatorio, non solo e non tanto perché nel sentire diffuso della popolazione viene considerata una inutile sottrazione di tempi di vita del giovane, ma soprattutto perché oggi si ha bisogno di far corrispondere al necessario adeguamento dello strumento militare dovuto al mutato scenario geopolitico, un generale ammodernamento delle strutture, delle attrezzature e dell'armamento. L'innovazione sempre più accentuata richiede, anche dal punto di vista della redditività dei capitali investiti, di poter capitalizzare le professionalità per le quali si investono ingenti risorse. Inoltre, la volontarietà è necessaria per l'impiego all'estero, ma soprattutto occorrono esperienza e professionalità non improvvisate per corrispondere ad esigenze di interoperabilità e proiettabilità in condizioni di sicurezza e di adeguato rendimento operativo.
Posto che la leva non viene abolita, bensì sospesa, invita a riflettere sulla ridefinizione dei tempi attuativi, nel senso di accelerare l'entrata in vigore della riforma. Reputa al contempo opportuno potenziare le norme per incentivare l'arruolamento volontario a ferma breve. Non esclude, quindi, l'eventualità di presentare proposte emendative, anche se si dichiara disponibile a rinunciarvi qualora dovesse emergere una volontà favorevole all'approvazione senza modifiche al testo della Camera dei deputati. Non è favorevole alla cancellazione delle truppe alpine, la cui importanza, storica e non solo, è indiscussa. La loro difficoltà è uguale a tutte le altre armi dell'Esercito: auspica pertanto che il problema del destino degli Alpini venga affrontato con serenità ed onestà, senza forzature, né speculazioni interessate.

Il seguito dell'esame è pertanto rinviato alla prossima seduta.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il senatore GIORGIANNI condanna il ritmo di lavoro, fortemente asfittico, che il Governo impone alla Commissione, come nel caso odierno: infatti, la trasmissione di atti ex art.139-bis del Regolamento nell'imminenza della sospensione dei lavori parlamentari -sospensione che non incide sul decorso dei tempi per l'emissione del prescritto parere- è poco corretta. Coglie l'occasione per lamentare anche la reiterata inadempienza del Governo che non ha ancora trasmesso il testo del decreto modificativo del decreto n. 464, pur approvato dal Consiglio dei Ministri e pur ripetutamente sollecitato. Invita pertanto i commissari ad una presa di coscienza sulle condizioni improprie nelle quali la Commissione è chiamata ad operare e, a nome del Gruppo del Partito Popolare, auspica che la Commissione cadenzi in modo più attento i suoi lavori futuri.

Il presidente DI BENEDETTO ricorda di aver già formalmente richiesto al Ministero della difesa l'acquisizione del testo.

La seduta termina alle ore 16,30.