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Senato della Repubblica
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ZILIOTTO Luigi

  







   Indice dell'Attività Parlamentare   

   Fascicolo personale   


    .:: Dati anagrafici ::.

    Data di nascita:
02/08/1863
    Luogo di nascita:
ZARA - oggi (Croazia)
    Data del decesso:
06/02/1922
    Luogo di decesso:
ZARA - oggi (Croazia)
    Padre:
Giuseppe
    Madre:
LUCICH Giovanna
    Nobile al momento della nomina:
No
    Nobile ereditario
No
    Coniuge:
De PAITONI Maria
    Figli:
Giuseppe, padre di Luigi, nipote
Antonietta
Beatrice, detta Bice
Lidia
    Titoli di studio:
Laurea in giurisprudenza
    Professione:
Avvocato
    Cariche politico - amministrative:
Deputato alla Dieta dalmata (1895)
Podestà di Spalato (1900)
Sindaco di Zara (1902-1922)
    Cariche amministrative:
Consigliere comunale di Zara (1894)
    Cariche e titoli:
Cofondatore de "La Rivista dalmatica" (1899)
Presidente della Lega nazionale (1895-1898)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:11/15/1920
Categoria:20
Relatore:Fabrizio Colonna
Convalida:03/12/1920
Giuramento:04/12/1920
Annotazioni:Gruppo Senato: Non ascritto a gruppi

    .:: Onorificenze ::.

Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
        Tommaso Tittoni, Presidente

        Onorevoli colleghi! Nuovi dolorosi lutti hanno colpito il Senato durante l'interruzione dei lavori. [...]
        Il 5 corrente, ancor nel pieno vigore della età, spegnevasi in Zara l'illustre patriota dalmata avvocato Luigi Ziliotto. Nato in quella nobile città l'8 febbraio 1863, crebbe nel culto dell'italianità ed ancor giovinetto, si legò, per consonanza di affetti e di aspirazioni, agli uomini più eminenti e rappresentativi del partito irredentista, e fu poi sempre uno dei più strenui e tenaci propugnatori dei diritti nazionali.
        Laureatosi a ventidue anni in giurisprudenza, seppe, nonostante la modesta origine, guadagnarsi subito, mercé il fervido patriottismo, la specchiata onestà e il mirabile ingegno, la fiducia e l'affetto dei proprî concittadini che lo vollero dapprima consigliere, indi assessore del Comune e infine nel 1900 lo elevarono alla prima carica civica, a quella carica di Podestà che egli doveva poi per tanti anni esercitare con sì grande nobiltà, disinteresse e spirito di patriottismo.
        Brillante oratore, valente avvocato, avrebbe potuto mietere larghissimi allori e accumulare ricchezze nella professione: ma il personale interesse volle sacrificare per dedicarsi tutto al bene della sua diletta città. L'ardente apostolato della sua vita fu sovratutto la salvaguardia dell'italianità di Zara e si può dire che fu in massima parte per i suoi sforzi che Zara restò unico municipio italiano in Dalmazia, dopo che l'Austria era riuscita ad abbattere gli altri municipi italiani. Era quello un difficile posto di battaglia: e le benemerenze da lui acquistatevi verso la causa nazionale furono tante da farlo considerar degno della candidatura a rappresentante del Partito nazionale italiano per Trieste. Nel 1895 fu eletto deputato alla Dieta Dalmata e vi presiedette il gruppo dei deputati italiani, facendo apprezzare la sua grande competenza in tutte le questioni, specialmente d'indole amministrativa. Le sue alte doti egli seppe mostrare non solo nella lotta per la difesa nazionale, ma anche nell'attività spiegata per lo sviluppo sociale ed economico della sua città, di cui gli stessi avversari erano costretti ad ammirare la perfetta organizzazione amministrativa. Di economia e finanza era cultore appassionato ed un suo libro sulla Riforma dei tributi locali riscosse il plauso d'illustri economisti italiani e stranieri.
        Durante gli anni di guerra egli, sfidando tutte le minacce delle autorità austriache, non volle abbandonare il suo posto e restò a fianco dei proprî concittadini incitandoli coll'esempio e coll'azione a tener viva la fede nella vittoria d'Italia. Però nel 1916 l'Austria, che lo sapeva acerrimo nemico, gli tolse il Governo della città affidandolo ad un commissario. Ma non lunga fu la dolorosa parentesi. Dopo l'armistizio e l'occupazione di Zara da parte delle nostre truppe, Luigi Ziliotto fu, con impeto plebiscitario, confermato primo sindaco di Zara italiana e venne eletto presidente dei fasci nazionali dalmati, proseguendo con indomabile ardore la sua opera in favore della italianità della Dalmazia, e partecipando a convegni e missioni a Roma, a Parigi ed a San Remo.
        Il 15 novembre 1920, per la 20ª categoria, fu nominato senatore, a riconoscimento delle sue altissime benemerenze patriottiche. Fu assiduo ai nostri lavori ed è ancor vivo nei nostri animi l'eco del fremente amore per la sua Dalmazia che animava il discorso da lui pronunziato in quest’Aula, poche settimane dopo il suo ingresso in Senato, nella discussione per l'approvazione del Trattato di Rapallo.
        Scompare con lui una delle personalità più eminenti fra coloro che con tanto spirito di patriottismo e di sacrificio seppero tener salda la fede nella madre patria fra le popolazioni viventi sotto il giogo nemico. La Dalmazia perde uno dei suoi migliori cittadini e l'Italia uno dei figli più devotamente operosi e amorosi.
        Vada alla sua memoria il nostro mesto saluto, alla sua famiglia ed alla sua città, egualmente orbate, il nostro fervido cordoglio.
        (Approvazioni). [...]
        BERGAMASCO, ministro della marina. Chiedo di parlare.
        PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
        BERGAMASCO, ministro della marina. A nome del Governo mi associo alle parole nobilissime che l'illustre nostro Presidente ha testé proferite in commemorazione dei compianti colleghi Luigi Moranti e Luigi Ziliotto. Poco io posso aggiungere a quanto egli ha così bene espresso.
        Luigi Ziliotto tenne alto sull'altra sponda dell'Adriatico il sentimento dell'italianità. Luigi Ziliotto, podestà di Zara sotto il giogo austriaco, sacrificò tutti i suoi interessi personali e di famiglia per dedicarsi interamente al suo popolo, coltivarne e sostenerne i sentimenti patriottici. Il Governo s'inchina con animo commosso alla memoria di questi due grandi italiani, che onoravano la nostra Assemblea e si associa ai sentimenti espressi dall'illustre Presidente, ed alle condoglianze da inviarsi alle famiglie ed alle città natali.

        Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 16 febbraio 1922.

Note:Il nome completo risulta essere: "Luigi Manfredi Maria".