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Senato della Repubblica
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BARBAVARA DI GRAVELLONA Giovanni

  
  


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:08/07/1813
Luogo di nascita:MILANO
Data del decesso:12/09/1896
Luogo di decesso:VIGEVANO (Pavia)
Padre:Massimiliano
Madre:CASTELLANZA Angela
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariConte
Coniuge:GAETTI DE ANGELIS Elena
Figli: Massimiliano
Maria, contessa, sposa Carlo Da Persico
Girolamo
Adele
Giuseppina Angiola
Fratelli:Virginia
Alessandro Cristoforo
Eugenio, padre di Massimiliano
Parenti:Carlo, bisavolo, padre di Ferdinando, avo paterno
Ferdinando, avo paterno
Girolamo, padre di Ottaviano Marcolino, zio fratello del padre
Pietro, padre di Annibale, Giuseppe, Barbara, Alberto
Altra residenza:Milano
Indirizzo:Corso Genova 18
Titoli di studio:Laurea in giurisprudenza
Professione:Funzionario amministrativo
Carriera:Applicato al Ministero degli affari esteri (Regno di Sardegna) (1841)
Segretario al Ministero degli affari esteri (Regno di Sardegna)
Segretario particolare del ministro degli affari esteri (Regno di Sardegna)
Cariche governative:
Cariche politico - amministrative:Sindaco di Vicolungo
Cariche e titoli: Direttore generale delle Poste (Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia) (giugno 1859-febbraio 1880)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:02/06/1870
Categoria:17 Gli intendenti generali
dopo sette anni di esercizio
Relatore:Girolamo Cantelli
Convalida:11/04/1870
Giuramento:26/04/1870
Annotazioni:Convalidato in Comitato segreto

    .:: Onorificenze ::.

Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 30 novembre 1862
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine imperiale di Leopoldo (Austria-Ungheria)
Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Commendatore dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere dell'Ordine di S. Anna (Russia)
Commendatore dell'Ordine di Carlo III (Spagna)


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
        Domenico Farini, Presidente

        Signori senatori! Pia e civile usanza richiama sul mesto mio labbro i pregi che adornarono, il bene che i colleghi estinti durante la proroga della sessione, vivendo operarono. [...]
        In età di ottantatrè anni compiuti cessava di vivere a Villa Reale su quel di Vigevano il senatore Giovanni Barbavara di Gravellona.
        Era nato a Milano il giorno 7 di agosto dell'anno 1813, ma, quale cittadino piemontese, a Torino si era addottorato nella legge e dato agli uffici consolari. Applicato di terza classe sul principio del 1841, nell'autunno ebbe incarico di viceconsole e cancelliere presso il consolato generale sardo in Lombardia.
        Andata a male la prima guerra d'indipendenza fu addetto al Ministero degli esteri ed in dieci anni ne salì tutti i gradi. Meritò la fiducia di tre successivi ministri che l'assunsero a segretario particolare: fra essi il Cavour. Laborioso, facile nel tratto, ma ad un tempo giudice sagace di uomini e di cose, in quel posto di alta fiducia egli fu utile strumento fra le mani del gran conte nel periodo di singolare operosità e del meraviglioso successo al quale cospirò uno sforzo concorde di volontà e di animi.
        Dal giugno 1859 al febbraio 1880 nel dirigere, nell'ordinare il complicato servizio delle poste mostrò perizia, conseguì risultati tali che per un pezzo furono e saranno encomiati, come quelli di cui per un pezzo si maturarono e si raccoglieranno i frutti.
        Una scrupolosa, insospettata giustizia; la maggiore equanimità nel vagliare i titoli degli impiegati degli antichi governi, uno squisito intuito delle qualità di ognuno gli permisero di attribuire a ciascuno ufficio e posto adatti, gli conferirono insuperabile autorevolezza. La rigida onestà, la puntualità, l'esattezza, un ordine ammirabile, dall'animo, dalla persona del capo si diffusero e durano per le membra del vasto ordinamento. L'unione postale patrocinò; aggiunse alla propria gestione il servizio marittimo, quello dei vaglia ampliò; delle casse di risparmio gettò le salde fondamenta. Ogni novità praticamente attuabile reputando naturale e legittima conseguenza d'un buon ordinamento, alle riforme dell'opera propria nessuna presunzione lo trattenne mai restio nei vent'anni per i quali durò nella carica. La spesa, che nel 1862 era il doppio, nel 1870 uguagliò l'entrata e ne stette di circa tre milioni al di sotto nel 1878; quantunque nei sedici anni gli uffici postali da duemila che erano, fossero diventati tremila. Tutto sommato migliorando, estendendo, riordinando con pubblico plauso, un servizio che è tanta parte dell'economia, dell'incivilimento, del progresso, di tutta la vita d'un popolo, Giovanni Barbavara della cosa pubblica benemeritò. Gliene tenne conto il Senato quando ascritto ad esso, lo accolse appunto anche in considerazione di quel merito eminente; a differenza dei due altri direttori generali che insieme a lui nominati non furono ammessi. Dalla età, da domestici lutti rottagli la lena a condurre col consueto vigore la vasta azienda, a malincuore chiese, ottenne a stento l'onorato riposo. Ne dolse al Governo, se ne rammaricarono i dipendenti; fra le pareti domestiche l'accompagnò la stima di tutti. In mezzo alla quale ed al cordoglio dei parenti il giorno 12 di settembre chiuse serenamente gli occhi, come chi cerchi ristoro d'una lunga, faticosa e ben vissuta giornata. (Bene).

        Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 30 novembre 1896.

Note:Secondo altra fonte risulta nato il 7 aprile 1813.

Attività 0140_Barbavara_di_Gravellona_IndiciAP.pdf