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Senato della Repubblica
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PATERNÒ DI SPEDALOTTO Giuseppe

  
  


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:04/27/1794
Luogo di nascita:PALERMO
Data del decesso:30/03/1874
Luogo di decesso:PALERMO
Padre:Onofrio Emanuele
Madre:TRIGONA E STAGNO Maria Antonia, baronessa di SPEDALOTTO
Coniuge:BARBAGALLO TRIGONA Carlotta
Figli: Antonia
Fratelli:Francesco (deceduto infante)
Melchiorre (deceduto infante)
Vincenzo, che sposò in prime nozze Maria Concetta VENTIMIGLIA e in seconde Rosa ADAMO ed era padre di Emanuele, Francesco, Achille, Ettore, Antonia, Eleonora, Teresa, Giuseppe, Antonina, Marianna
Anna Maria
Chiara Caterina
Parenti:PATERNÒ Francesco Maria, avo paterno
PATERNÒ Lombardo e Lucchiesi Palli Anna Maria, ava materna
PATERNÒ Vincenzo Maria, zio, fratello del padre, che sposò Emanuela PATERNÒ CASTELLO
PATERNÒ Silvia, che sposò Silvio BONANNO CHIARAMONTE barone di Rosabia, zia, sorella del padre
PATERNÒ Caterina, zia, sorella del padre, che sposò Emanuele MONREALE duca di Castrofilippo
PATERNÒ Vincenza Francesca, zia, sorella del padre
PATERNÒ Anna Benedetta, zia, sorella del padre              
PATERNÒ Maria Paola, zia, sorella del padre
PATERNÒ Giovanna, zia, sorella del padre, che sposò Giuseppe GHIARANDÀ barone di Friddani
TRIGONA Melchiorre, avo materno
Professione:Militare di carriera (Esercito)
Carriera giovanile / cariche minori:
Carriera:Tenente generale (1860-1861. Data del collocamento a riposo)
Cariche e titoli: Aiutante di campo onorario di SM il Re (1860)
Primo aiutante di campo onorario di SM il Re

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:11/30/1862
Categoria:14 Gli ufficiali generali di terra e di mare. Tuttavia i maggiori generali e i Contrammiragli dovranno avere da cinque anni quel grado in attività
Relatore:Carlo Taverna
Convalida:26/05/1863
Giuramento:28/05/1863

    .:: Onorificenze ::.

Grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 1862
Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
Cavaliere dell'Ordine di S. Anna (Russia)
Commendatore dell'Ordine di S. Anna (Russia)

    .:: Servizi bellici ::.

Decorazioni:Medaglia di bronzo dell'esercito delle Due Sicilie; Medaglia di bronzo del 1848


    .:: Governo ::.

    Altri Stati:
Ministro della guerra (Governo di Sicilia) (1848)
Segretario di Stato per la guerra (Governo dittatoriale di Garibaldi in Sicilia) (post 14 maggio 1860)
Incaricato di presiedere il Consiglio dei ministri (Sicilia)

    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
    Francesco Maria Serra, Vicepresidente

    Signori senatori,
    il mio voto ardentissimo perché tra la sospensione e la ripresa dei nostri lavori il Senato e l'Italia non avessero a deplorare nuovi lutti restò sventuratamente insoddisfatto, e tocca a me ancora una volta l'ingratissimo officio di annunziarvi la perdita dolorosa di altri tre nostri egregi colleghi. [...]
    Infausto per il Senato e per l'Italia fu, o Signori il giorno 30 del mese passato.
    Rodolfo Audinot esalava l'ultimo respiro in Bologna mentre nella illustre Palermo dipartivasi di questa vita il Luogotenente generale Giuseppe Paternò anch'Egli egregio nostro collega.
    Secondogenito figlio del marchese di Spedalotto Egli apparteneva al patriziato più illustre e dovizioso di quella nobile Metropoli.
    Giovine ancora fu ascritto al servizio militare sotto la Bandiera del Re delle Due Sicilie, ed in brevi anni per il suo merito e per la sua incensurabile condotta pervenne al grado di colonnello.
    Rotta tra Napoli e Palermo la guerra nel memorabile anno 1848, il colonnello Paternò deponeva l'assisa borbonica, e riprendeva l'abito e le consuetudini dell'onesto ed amabile Patrizio palermitano.
    In quella lotta troppo disuguale la forza prevalse sulla giustizia; i soccombenti, e fra questi il compianto nostro collega, dovettero scontare con esilio oltre decennale il delitto di avere amato la patria loro.
    Arrivò finalmente la pienezza dei tempi e lo squillo della campana di umile Cenobio annunziò l'alba cotanto ardentemente desiderata del memorando giorno 4 aprile 1860. Palermo insorge contro i suoi detestati oppressori, combatte e vince, e col suo trionfo rende possibile ed affretta il compimento del programma nazionale mercè la costituzione del nuovo Regno d'Italia.
    Mentre infuriavano le lotte tremende di quell'anno epopeico Giuseppe Paternò fu sempre tra i primi nella mischia e dal Governo Dittatoriale ebbe col portafoglio del Ministero della guerra prova solenne di stima e di fiducia ben meritata.
    Creato Luogotenente generale nell'esercito italiano, Egli fu, in premio del suo valore come militare e della provata sua fede come uomo politico, assunto all'alto onore di siedere fra i membri di questo venerevole consesso.
    L'affabilità dei suoi modi, la benevolenza che traspirava dal nobile suo volto, lo rendevano carissimo e riverito da tutti ch'ebbero la fortuna di conoscerlo davvicino.
    Ben con ragione Palermo e la Sicilia intiera deplorano la perdita di questo figlio illustre e virtuoso e con loro la compiangono il Senato e l'Italia.

    Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 9 aprile 1874.

Note:Secondo altra fonte risulta nato il 27 aprile 1793.
Secondo altra fonte risulta deceduto il 31 marzo 1876


Attività 1683_Paternò_di_Spedalotto_IndiciAP.pdf