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Senato della Repubblica
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BONCOMPAGNI LUDOVISI Ignazio

  
  


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:05/27/1845
Luogo di nascita:ROMA
Data del decesso:28/10/1913
Luogo di decesso:ROMA
Padre:Antonio
Madre:MASSIMO Guglielmina, duchessa
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariPrincipe di Venosa, titolo confermato con regio decreto del 31 maggio 1901,
nobile romano, di Orvieto, di Rieti, di Jesi
patrizio napoletano, patrizio veneto, patrizio genovese, patrizio di Bologna, patrizio di Ravenna, patrizio di Pisa
Coniuge:MARESCOTTI Teresa
Fratelli:Rodolfo, che spos˛ Agnese BORGHESE ed era padre di Ugo, Luigi, Guendalina, Maria Maddalena, Giuseppe e Maria
Maria Carolina, spos˛ Francesco Cesare Rospigliosi Pallavicini
Filomena
Giulia, spos˛ Marco Boncompagni Ludovisi Ottoboni
Livio
Lavinia, spos˛ Rinaldo TAVERNA, senatore (vedi scheda)
Parenti:BONCOMPAGNI LUDOVISI, Luigi Maria, avo paterno
ODESCALCHI Maddalena Odescalchi, ava paterna
MASSIMO Francesco, duca di Rignano, avo materno
MASSIMO Carolina dei duchi LANTE DELLA ROVERE, ava materna
MARESCOTTI Augusto, suocero
MARESCOTTI RICCI Elena, suocera
TAVERNA Rinaldo, cognato, senatore (vedi scheda)
Luogo di residenza:ROMA
Indirizzo:Via Panico, 85 (Palazzo Taverna)
Professione:Possidente
Cariche politico - amministrative:Membro della Giunta provvisoria di governo (Roma) (22 settembre 1870)
Cariche amministrative:Consigliere provinciale di Roma (13 agosto-12 ottobre 1877) (16 dicembre 1877-10 agosto 1879)
Consigliere comunale di Roma
Consigliere comunale di Albano
Cariche e titoli: Aiutante di campo [di Garibaldi] (1867)
Membro del Consiglio amministrativo dell'Ospizio di S. Michele
Membro del Consiglio amministrativo dell'Opera degli orfani
Membro del Comitato centrale della Croce rossa italiana
Socio della SocietÓ geografica italiana (1873)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:06/07/1886
Categoria:21 Le persone che da tre anni pagano tremila lire d'imposizione diretta in ragione dei loro beni o della loro industria
Relatore:Francesco Ghiglieri
Convalida:30/06/1886
Giuramento:10/06/1886
Annotazioni:Giuramento prestato prima della convalida, in seduta reale d'inaugurazione di sessione parlamentare

    .:: Onorificenze ::.

Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 4 gennaio 1872

    .:: Servizi bellici ::.

Periodo:1867 campagna dell'agro romano per la liberazione di Roma


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
        Giuseppe Manfredi, Presidente

        Onorevoli colleghi! [...]
        Della fine del senatore Boncompagni-Ludovisi, spento il 28 ottobre dal crudo morbo, che da due anni lo insidiava, dura vivo in noi ed in Roma il cordoglio; ma solleviamo i cuori; il nostro estinto sopravvive nella grata memoria della patria e nelle orme luminose delle sue virt¨ e della sua grandezza.
        Nato Don Ignazio in Roma il 27 maggio 1845, secondogenito di Don Antonio principe di Piombino, ebbe infusi dal padre i sensi liberali ed il patriottismo; ed a 22 anni, il discendente di famiglia principesca romana, due volte papale, vediamo con la rossa divisa, milite di Garibaldi, il 1867, per liberar Roma dal giogo pontificio e darla capitale all'Italia risorta. Prodigio dell'amor di patria; potenza del sentimento nazionale; predestinazione del riscatto italiano! La giornata di Mentana precorse sfortunatamente, ma la meta segn˛. Prima di quella giornata il giovane principe di Venosa, esule da Roma, come il padre, aveva in Torino cercato di arruolarsi, in compagnia di altri emigrati romani, ai corpi che formavansi per l'Agro romano; ma, impeditone, and˛ solo e fu aggregato allo Stato maggiore del duca di Lante, uno dei comandanti. Trasportato da Garibaldi il suo quartiere generale nell'antico castello feudale dei Piombino, don Ignazio, ch'era passato suo aiutante di campo, gli tenne corte cavalleresca. Dopo la battaglia, non uscý dal castello, che veduti tutti i garibaldini avviati a Passo Corese; ed uscý per riprendere la via dell'esilio. Ma Roma doveva riaverlo nel trionfo; fu il principe di Venosa fra i componenti la Giunta provvisoria di Governo, nominata dal generale Cadorna il 3 ottobre 1870, che prepar˛ l'annessione di Roma alla patria italiana; e merit˛ anche l'onore di ricevere e firmare l'atto di consegna del plebiscito della cittÓ leonina.
        Patriotto, liberale, garibaldino, combattente per la rivoluzione, la mano aristocratica stesa alla democrazia, non obli˛ i doveri della nascita, serb˛ illibate le tradizioni del casato; e seppe il suo spirito signorile, generoso e benefico, scendere agli umili, pur mantenendosi in rispetto fra gli eminenti dell'aristocrazia romana. (Approvazioni).
        Erudito nelle lettere e nelle belle arti, amava la societÓ de' pi¨ chiari in esse. Al suo circolo convenivano anche gli uomini politici; ed ai numerosi amici e devoti, era ospitale.
        In Roma l'insigne patrizio ebbe importanti uffici e cariche pubbliche. Fu consigliere comunale e provinciale, e ne' Consigli amministrativi dell'Ospizio di S. Michele e dell'Opera degli orfani; di Albano consigliere comunale. Facevalo amare l'ottimo cuore; era pregevole il suo carattere franco e leale. Il Senato, che cont˛ fra i suoi il principe di Piombino dal 1861 al 1863, teneva in grande pregio il figlio, che vi entr˛ per nomina del 7 giugno 1886. Gramaglie domestiche sopraggiunte alla malattia, lo afflissero nell'ultimo della vita: ma non giunse all'ora estrema senza grande compenso d'affetti, di riconoscenza, di venerazione. (Approvazioni). [...]
        TITTONI. Consenta il Senato che io aggiunga una sola parola a quelle efficaci e commoventi colle quali il nostro illustre Presidente ha commemorato il compianto collega Ignazio Boncompagni.
        Io non ripeter˛ gli episodi pi¨ salienti della sua vita, che l'onorevole Presidente ha cosý bene illustrati. Dir˛ soltanto che tutti riflettono la fiamma purissima di patriottismo che scaldava il suo petto; tutti rappresentano una esistenza intemerata, nella quale rifulgono le pi¨ belle virt¨ civiche e domestiche.
        Con Ignazio Boncompagni Ŕ scomparso un altro dei patriotti che prepararono il risorgimento nazionale; e noi, mentre circondiamo della nostra venerazione i pochi gloriosi superstiti, onoriamo con animo compreso di mestizia la memoria dei caduti e additiamola quale esempio alle nuove generazioni. (Approvazioni vivissime, applausi).
        COLONNA PROSPERO. Vogliate consentirmi, onorevoli colleghi, che, seguendo un imperioso impulso del cuore e con profonda emozione associandomi alle nobili parole pronunciate dal venerato nostro Presidente e dall'onorevole collega Tittoni, aggiunga anch'io una parola e rivolga un mesto e doloroso pensiero all'amico mio carissimo Ignazio Boncompagni-Ludovisi, al quale mi legavano vincoli saldissimi d'incrollabile amicizia e devozione.
        Umile e modesto, come solo sanno esserlo gli uomini d'azione, Ignazio Boncompagni visse negli ultimi anni della sua vita una esistenza ritirata, solo dedito alle opere buone e circondato da pochi e fidi amici. Ma l'integritÓ del suo carattere, la rettitudine e lealtÓ dell'animo suo, lo resero caro ed apprezzato a quanti avevano la fortuna di avvicinarlo. Ed io, nel parlar di lui, non intendo solo di esprimere il dolore di un amico, ma la sincera riconoscenza del cittadino; riconoscenza profonda per l'esempio luminoso di patriottismo che egli seppe dare ai romani, quando in tempi procellosi l'amor di patria era un delitto, il