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Senato della Repubblica
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MASSARI Galeazzo

  
  


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:02/24/1841
Luogo di nascita:FERRARA
Data del decesso:22/10/1902
Luogo di decesso:FERRARA
Padre:Francesco
Madre:GHETTI Cristina
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariDuca di Fabriago, titolo concesso con regio decreto del 9 febbraio 1882
Conte, titolo concesso con breve pontificio del 2 agosto 1825
Nobile di Comacchio
Coniuge:WALDMANN Maria, cantante lirica
Figli: Francesco, che sposò in prime nozze Emanuela NOTARBARTOLO LUCCHESI PALLI da cui ebbe la figlia Maria Teresa, in seconde nozze sposò Margherita ZUCCONI da cui ebbe la figlia Maria Cristina
Parenti:MASSARI Vincenzo, avo paterno
ZAVAGLIA Teresa, ava paterna
Luogo di residenza:FERRARA
Indirizzo:Corso Porta Mare, 7
Professione:Possidente
Cariche e titoli: Cofondatore della Società d'aiuto ai pellagrosi (1873)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:11/20/1891
Categoria:21 Le persone che da tre anni pagano tremila lire d'imposizione diretta in ragione dei loro beni o della loro industria
Relatore:Salvatore Majorana Calatabiano
Convalida:04/12/1891
Giuramento:16/12/1891



    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
      Giuseppe Saracco, Presidente

      Signori e riveriti colleghi!
      Mi è grave dover riprendere la direzione dei nostri lavori col mesto annunzio di dolorose perdite toccate a questo nostro Senato, nelle persone di un grande numero di colleghi scesi nel sepolcro fra il 9 luglio ed il 15 del corrente mese.
      Sono tredici i Senatori, che in meno di cinque mesi sono usciti di vita, ed io con l'animo commosso, come di domestica sventura, ne pronuncio i nomi onorati dall'alto di questo seggio, onde significare il cordoglio ed il rimpianto del Senato, che, insieme all'amarezza della perdita, sentirà di un tratto le dolorose conseguenze della improvvisa dipartita di tanti valent'uomini che erano vanto e decoro di questo alto Consesso.
      Nel solo mese di luglio giunsero al numero di sei i Senatori colpiti da morte: il principe Trivulzio in Milano, indi il commendatore Spera, già consigliere di Cassazione in Roma, Antonio Mordini, l’ex dittatore di Sicilia, a Montecatini, il professore Edoardo Porro, in Milano, il generale Cesare Zanolini, qui in Roma, e Gaetano Negri a Varazze.
      Nell'agosto e nel settembre morivano altresì in Roma il generale Annibale Ferrero, ed il comm. Gloria Francesco, magistrato e riposo.
      Tre altri colleghi si spegnevano a Rogliano, a Casal Baiocco, ed in Ferrara, e sono l’antico e provato patriota, Donato Morelli, il dottore Gioanni Secondi, ed il duca Galeazzo Massari.
      Infine, nella prima quindicina di novembre lasciavano questa terra, l’uno a Bologna, l’altro in Milano, il comm. Lucio Fiorentini, già prefetto di provincia ed il duca Guido Visconti di Modrone.
      Ed ora, o signori, che ho compiuto il pietoso ufficio di richiamare per brevi istanti davanti agli occhi vostri le nobili figure dei nostri lacrimati defunti che più non vedremo seduti accanto a noi, io mi sento costretto a fare appello alla vostra indulgenza, perché mi concediate venia, se non mi attento, così per la novità della cosa, come per la poca opportunità dell'ora presente, di raccogliere in forma di supremo, separato elogio, i titoli di onore acquistati in vita da ciascuno dei valorosi che piangiamo estinti lasciando in noi tutti l'eguale rammarico del compagno, perduto. Certo non è mancato, e non mancherà chi voglia e sappia scegliere il momento, ed il luogo acconcio a ricordare degnamente le gloriose gesta del patriota cospiratore e del soldato valoroso, le qualità insigni dello scienziato e del pubblicista colto e coraggioso, le benemerenze del magistrato e dell'amministratore integro, e sapiente, e gli eminenti servigi resi all'unanimità sofferente con intelletto d'amore, e coll'uso nobilissimo delle avite ricchezze; onde gli uni e gli altri salirono meritamente in fama su questa terra.
      Io devo impormi la maggiore brevità possibile. Ma quelle anime elette che aleggiano forse intorno a noi, spinte dal desio di rivedere i luoghi delle loro più care affezioni, e dove hanno lasciato il maggiore desiderio di sé, aspettano la parola che deve partire da questi banchi, e non si dorranno, io spero, di me né di voi, perocché interprete sicuro e fedele dei sentimenti del Senato, rivendico l'onore di portare a tutti, ed a ciascuno dei compagni ed amici perduti il supremo tributo del nostro affetto e della nostra ammirazione. (Benissimo). Essi non sono morti interamente per noi, poiché non muoiono interamente gli uomini i quali vissero ed operarono per il bene della patria.
      Così la terra sia ad essi leggiera e Dio conceda loro la pace eterna dei giusti. (Vive approvazioni).
      ZANARDELLI, presidente del consiglio. Domando la parola.
      PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
      ZANARDELLI, presidente del Consiglio. Io mi associo pienamente alle parole pronunziate dall'illustre vostro Presidente, e aggiungo che il Governo sente tutta la gravità e l'amarezza delle perdite che fece il Senato.
      Nel porgere quindi alla mia volta a nome del Governo un tributo di cordoglio e di rimpianto a questi illustri perduti, lo faccio tanto più volentieri, inquantochè mentre questi sentimenti, così bene espressi dall'illustre Presidente, sono per il Senato solidarietà e tradizione, noi possiamo pur dire con certezza che essi trovano una eco possente in tutte le classi del popolo italiano. (Bene, approvazioni vivissime).

      Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 26 novembre 1902.

Note:Il nome completo risulta essere: "Galeazzo Vincenzo Francesco Maria"
Il cognome fu mutato in "Massari Zavaglia" con regio decreto del 20 luglio 1896

Ringraziamenti:Valentina Lapierre - Fondazione Carife di Ferrara

Attività 1414_Massari_IndiciAP.pdf