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Senato della Repubblica
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PALMIERI Luigi

  
  


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:04/23/1807
Luogo di nascita:FAICCHIO (Benevento)
Data del decesso:09/09/1896
Luogo di decesso:NAPOLI
Padre:Crescenzo
Madre:SEVERINO Irene
Coniuge:GIGLI Angela
Figli: Giuseppe
Marino
Leandro
Adelaide
Amalia
Titoli di studio:Laurea in matematica e fisica (1)
Laurea in filosofia (2)
Presso:Università di Napoli (1) (2)
Professione:Docente universitario
Altre professioni:Fisico, vulcanologo
Carriera giovanile / cariche minori:
Carriera:Professore ordinario di Logica e metafisica all'Università di Napoli (14 maggio 1847)
Professore ordinario di Fisica terrestre all'Università di Napoli (ottobre 1860)
Professore di Fisica terrestre e Meteorologia alla Scuola agraria di Portici (1861)
Cariche amministrative:Consigliere comunale di Napoli
Cariche e titoli: Direttore dell'Osservatorio vesuviano di Napoli (incaricato, 1841) (9 dicembre 1855), poi della Specola meteorologica e dell'Osservatorio vesuviano (1860)
Direttore del Gabinetto di fisica terrestre dell'Università di Napoli (ottobre 1860)
Membro del Consiglio superiore di meteorologia
Socio residente dell'Accademia pontaniana (25 settembre 1842)
Presidente dell'Accademia pontaniana di Napoli (1867-1869) (1870-1872) (1874-1876) (1877-1881) (1882-1884) (1885-1889) (1892-1897)
Membro ordinario della Società reale di Napoli (19 novembre 1861)
Presidente della Società reale di Napoli (1892)
Membro della Società italiana delle scienze, detta dei XL (1869)
Socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei di Roma (5 febbraio 1871)
Socio del Club alpino italiano CAI, sezione di Napoli

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:11/16/1876
Categoria:18 I membri della Regia accademia delle scienze
dopo sette anni di nomina
Relatore:Luigi Agostino Casati
Convalida:17/12/1876
Giuramento:30/04/1877

    .:: Onorificenze ::.

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 17 marzo 1872
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 7 maggio 1872
Commendatore dell'Ordine della Rosa (Brasile)
Ufficiale dell'Ordine di Nostra Signora di Guadalupe (Messico)


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti parlamentari Commemorazioni.
      Domenico Farini, Presidente

      Signori senatori! Pia e civile usanza richiama sul mesto mio labbro i pregi che adornarono, il bene che i colleghi estinti durante la proroga della sessione, vivendo operarono. [...]
      Il professore Luigi Palmieri, mancato in Napoli alle ore venti del giorno 9 di settembre, fu scienziato di fama piucché italiana.
      Insegnante di matematica e di fisica in quella scuola di marina; professore di logica e metafisica, poi di meteorologia e fisica terrestre nell'Università e direttore dell'Osservatorio vesuviano; nelle scienze morali e nelle naturali stampò orma di forte e versatile ingegno.
      Per oltre sessant'anni ora pubblico, ora privato docente, quattro generazioni si addottrinavano a quel facondo labbro, dal quale quasi da purissima vena la scienza sgorgava scintillante. Tutto casa e scuola gli affetti domestici lo temperavano alle fatiche della cattedra; insegnava con affabile bonarietà, con sollecitudine da padre.
      A traverso i molti casi del lungo vivere fu l'idolo della scolaresca: uomini insigni allevati alla sua scuola gli furono sempre amici devoti e reverenti.
      Succeduto al Melloni nel dirigere l'Osservatorio, da quarant'anni e più, congiunse il proprio nome alle ricerche, ai trovati, agli studi, alle perspicue illustrazioni dei fenomeni vesuviani. A poco, a poco tanto vi si mise dentro che le induzioni e le teorie sue non solo presso i dotti vennero in credito, ma lo stesso volgo le tenne per verità certe. Sembrava al popolo che quel vecchio connaturatosi col mostro immane, ne avesse sorpreso i segreti ed imbrigliata la potenza sterminatrice. Le notizie, gli avvertimenti, i pronostici di Luigi Palmieri valevano, per l'immaginosa gente, come pronunciati di oracolo; bandivano gli spaventi, rassicuravano. Ed egli che il sapeva, tuttoché grave d'anni e qual si fosse il pericolo, non disertò mai il posto: di là per tutta la vita vegliando a tranquillizzare la ridente plaga, la città che, quale figlio illustre, lo aveva caro ed onorava.
      Vi era venuto da giovane per laurearsi architetto quando traversie ed invidie tentarono inceppargli i primi passi d'insegnante. Dalla nativa Faicchio nella Provincia di Benevento, dove era nato addì 22 aprile 1807, egli vi aveva recato una mente a buoni studi classici nudrita ad una ferma volontà: vi troverebbe, oltre alle soddisfazioni della scienza, il maggiore guiderdone d'un animo bennato: la universale venerazione.
      Innamorato del progresso scientifico, non d'altro fu ambizioso che del lustro dell'ateneo di cui era gloria, semplice e quasi umile in mezzo ad essa; le pubbliche brighe non lo sviarono, mondano rumore non lo lusingò. Dotti volumi tesoreggiarono il retaggio delle molte osservazioni e scoperte. Il Vesuvio come era prima, che seppellisse Ercolano e Pompei, le eruzioni nei secoli passati e quelle che egli vide, descrisse con linguaggio scientifico, con colori smaglianti: la successione e la natura delle emanazioni, la continua attività, le alterne fasi ne illustrò. Trattò di meteorologia, di geologia, d'elettricità e d'altri argomenti di fisica terrestre: inventò o modificò strumenti per raccoglierne e notarne i fenomeni.
      Gli onori a cui fu segno in casa e fuori non lo insuperbirono. Fra essi la dignità senatoria concedutagli il 16 novembre 1876, ebbe fondamento nelle sue qualità scientifiche, rincalzate dalle benemerenze civili come direttore dell'Osservatorio acquistate. Delle une e delle altre fu conferma il funerale decretato dallo Stato, la pompa con che fu sepolto fra l'accorrere ed il dolersi della gente. Alla quale, colla perdita del nonagenario sapiente, parve venisse a mancare non un dotto soltanto, non soltanto un cittadino illustre, ma ben anche un sagace protettore dalle collere dell'inclemente natura; anzi un valoroso difensore della incolumità di Napoli (Approvazioni).

      Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 30 novembre 1896.

Note:Secondo altra fonte risulta nato il 21 aprile 1907.
[Curiosità:] fu l'inventore del sismografo elettromagnetico (1856) in seguito all'eruzione del Vesuvio del 1855. Gli fu dedicato nel 1935 un Cratere lunare (41 km - 1200 m.) nell'area del Mare Humorum.

Ringraziamenti:Dott.ssa Daniela Bianco Biblioteca INGV Osservatorio Vesuviano
Alessandra Ravelli - Biblioteca nazionale CAI


Attività 1647_Palmieri_IndiciAP.pdf1647_Palmieri_IndiciAP.pdf