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Senato della Repubblica
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TREVISANI Giuseppe Ignazio

  
  


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:11/25/1817
Luogo di nascita:FERMO (Ascoli Piceno) - oggi FERMO
Data del decesso:27/12/1893
Luogo di decesso:FERMO (Ascoli Piceno) - oggi FERMO
Padre:Antonio
Madre:MORELLI Anna
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariMarchese
Patrizio di Fermo
Fratelli:Cesare, letterato, storico e drammaturgo
Parenti:TREVISANI Giuseppe Ignazio, avo paterno
Professione:Possidente
Cariche politico - amministrative:Deputato all'Assemblea costituente (Roma) (1849)
Sindaco di Fermo (1861-1878)
Cariche amministrative:Consigliere provinciale di Ascoli-Piceno
Cariche e titoli: Segretario di legazione in Persia (Regno di Sardegna) (ottobre 1860)
Fondatore dell'Istituto tecnico industriale "Montani" di Fermo (1863)
Presidente della Società di mutuo soccorso di Fermo (1881)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:12/04/1890
Categoria:03 I deputati dopo tre legislature o sei anni di esercizio
Relatore:Salvatore Majorana Calatabiano
Convalida:13/12/1890
Giuramento:10/12/1890
Annotazioni:Giuramento prestato prima della convalida, in seduta reale d’inaugurazione di sessione parlamentare

    .:: Onorificenze ::.

Cavaliere dell'Ordine del Sole di Persia [1860]

    .:: Servizi bellici ::.

Periodo:1848 prima guerra d'indipendenza
Mansioni:Primo tenente
Volontario:SI

    .:: Camera dei deputati ::.

Legislatura
Collegio
Data elezione
Gruppo
Annotazioni
IX
Fermo
22-10-1865*
Sinistra
Ballottaggio il 29 ottobre 1865
X
Fermo
10-3-1867**
Sinistra
Ballottaggio il 17 marzo 1867
XI
Fermo
20-11-1870
Sinistra
XIII
Fermo
5-11-1876
Sinistra
XIV
Fermo
16-5-1880***
Sinistra
Ballottaggio il 23 maggio 1880
XV
Ascoli Piceno (Fermo)
29-10-1882
Sinistra


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
      Domenico Farini, Presidente

      Signori senatori! Ho anche oggi un mesto dovere da compiere: debbo parteciparvi la morte di sei colleghi.
      Il marchese Giuseppe Ignazio Trevisani, che apparteneva a quest'Assemblea per decreto del 4 dicembre 1890, cessava di vivere il 27 dicembre dell'anno passato. Era nato di nobile famiglia a Fermo l'anno 1817; la città e la patria amando e servendo con altezza e purezza di intenti, ravvivò ed accrebbe il lustro della sua casata. Agli entusiasmi ed ai rischi del 1848 partecipò con ardore, con ardore eccitando i concittadini ad opere civili, degli istituti liberali innamorandoli, sospingendoli coll'esempio a combattere la prima guerra d'indipendenza. Gliene ridondò reputazione nuova, maggiore popolarità; le quali, sui primi del 1849, lo fecero scegliere a rappresentante del popolo alla Costituente romana, dove fu del breve manipolo che, guidato dal Mamiani, non senza lode di civile fortezza, negò il voto alla repubblica. In bando prima, in casa ed in carcere poi, ed in esilio nuovamente, mai non ismentì codesto coraggio; mente, aderenze, operosità volgendo a fare libera la nativa regione dal governo dei chierici. Addetto come segretario di legazione all'ambasceria spedita in Persia nel momento stesso in cui l'occupazione delle Marche attuava il voto suo più ardente, il fine a cui aveva posto insistente mano, egli era in quel rischioso frangente, investito di particolare, delicatissimo incarico.
      Tornato indi a pochi mesi alla città natale ne procurò a tutt'uomo ogni miglioramento, dirigendone per circa sedici anni l'amministrazione e prima e sovra ogni cosa promovendone gli istituti educativi e di beneficenza.
      Deputato per cinque legislature consecutive di Fermo (9-15) e per una sesta del collegio plurinominale di Ascoli Piceno egli fu esempio di assiduità, partigiano non tiepido di ogni esplicazione di libertà nell'inviolabile ambito delle istituzioni; singolare modello di rara devozione agli amici, di fermezza nelle opinioni.
      Dal Senato lo tennero lontano l'età grande, la poca salute, la progrediente cecità.
      Morì dove era nato. Tutta Fermo ne onorò il feretro con segni di rimpianto, al quale in nome vostro io ora mi unisco.
      Giuseppe Ignazio Trevisani fu un altro di quelli che, per quanto da loro, prepararono la redenzione della patria, che per la patria non perdonarono a fatiche, a patimenti, e che il tesoro a sì gran prezzo conquistato difesero insino all'ultimo respiro con amore disinteressato, con fede invitta (Bene). [...]
      PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il signor senatore Rossi Alessandro.
      ROSSI ALESSANDRO. Mi conceda il Senato che, associandomi alla elevata commemorazione che il nostro signor Presidente ha fatto del marchese Trevisani, io aggiunga una parola di speciale benemerenza per la parte cospicua che egli ebbe nell’introdurre in Italia il vero tipo delle scuole di arti e mestieri di Francia.
      Essendo egli stato esule a Parigi, ha avuto occasione di studiarle e di conoscerle perfettamente a Châlons, ad Aix ed Angers, valendosi dell’ingegnere Langlois come direttore; e durante i 16 anni del suo sindacato, avendo potuto sorvegliare l’impianto ed il buon andamento di quella scuola, oggi si può dire che ben 903 allievi sono disseminati in tutte le officine italiane.
      Io faccio voti perché questo tipo, perfezionatosi in altra città del Regno in proporzioni ancor maggiori, si conservi nella sua originalità e scevro da dannose imitazioni, perché il nome del marchese Trevisani, applicato alla scuola teorico-pratica di arti e mestieri italiana, resti come il benemerente iniziatore delle medesime. [...]
      CRISPI, presidente del Consiglio. Chiedo di parlare.
      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
      CRISPI, presidente del Consiglio. Il Governo si associa di gran cuore alle commemorazioni che vennero fatte dal Presidente prima e dagli altri oratori poi, degli estinti senatori, la cui perdita tutti deploriamo.
      Il Governo non crede di aggiungere parole perché ogni nostra espressione diminuirebbe il valore di quelle pronunciate e che voi avere ascoltato con riverente attenzione.
      PRESIDENTE. Come il Senato ha udito il senatore Bonvicini, al quale si è associato il senatore Tabarrini, propone che siano inviate le condoglianze dell’Assemblea alle famiglie dei senatori dei quali oggi si è fatta la commemorazione.
      Chi approva questa proposta è pregato di alzarsi.
      (Approvata).

      Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 20 febbraio 1894.

Note:Secondo altra fonte risulta nato il 16 novembre 1817.
Ringraziamenti:Sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio

Attività 2247_Trevisani_IndiciAP.pdf