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RESTI FERRARI Giuseppe

  







   Indice dell'Attività Parlamentare   

   Fascicolo personale   


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:10/11/1832
Luogo di nascita:MILANO
Data del decesso:24/05/1908
Luogo di decesso:ROLO (Reggio Emilia)
Padre:Girolamo
Madre:GORINI Teodora
Nobile al momento della nomina:No
Nobile ereditarioNo
Coniuge:MARTINELLI Pia
Figli: Alessandro
Angiola Maria
Luogo di residenza:MANTOVA
Titoli di studio:Laurea in giurisprudenza
Professione:Magistrato
Carriera giovanile / cariche minori:
Carriera:Consigliere della Corte d'appello di Brescia (9 marzo 1873)
Presidente di sezione della Corte d'appello di Bologna (10 febbraio 1887)
Primo presidente della Corte d'appello di Brescia (30 luglio 1893-1° febbraio 1906. Data del collocamento a riposo)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:11/21/1901
Categoria:09 I primi Presidenti dei Magistrati di appello
Relatore:Antonino Di Prampero
Convalida:05/12/1901
Giuramento:14/01/1902

    .:: Onorificenze ::.

Cavaliere dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 22 gennaio 1871
Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 14 gennaio 1892
Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 27 marzo 1898
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 19 gennaio 1902
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia 30 gennaio 1881
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 5 giugno 1881
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 1° gennaio 1888
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 11 novembre 1900
Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia 11 gennaio 1906


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti parlamentari - Commemorazione
                      Giuseppe Manfredi, Presidente

                      Signori senatori! C’è giunta la dolorosa notizia della morte del senatore Resti-Ferrari, avvenuta ieri in Rolo, Provincia di Reggio Emilia, ove dimorava nel riposo decretatogli a sua domanda per motivi di salute nell’11 gennaio 1906, con titolo e grado onorifico di primo presidente di Cassazione.
                      Nato in Milano l’11 ottobre 1832; trasferitasi la famiglia in Mantova, ivi praticante legale presso il Tribunale provinciale del tempo, poi ascoltante, lo trovò aggiunto il 1859; lo nominò sostituto procuratore di stato il Governo del Re, che lo fece indi salire negli uffici del pubblico ministero; e, passatolo fra i giudicanti, seguitò a promuoverlo sino al grado in Brescia di primo presidente della Corte di appello. Sarebbe stato elevato ancora a grado supremo, se la salute, la modestia e la coscienza non lo avessero impedito. La dignità senatoria gli fu conferita nel 1901, essendo presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Zanardelli, testimonio della stima, di cui godeva, e grande apprezzatore del suo merito.
                      La lode dovuta al nome del presidente Resti Ferrari, quantunque puramente di magistrato specchiato e dotto, non avendo potuto nemmeno, per lo stato suo fisico, essere frequente al Senato, è nondimeno lode preziosa. Tutti i suoi giorni consacrò a rendere giustizia con zelo ed amore; tutta la vita dedicò al suo ufficio. Vi fu assiduo, ne fu religioso; non ne lo distrasse vanità di emergere di fuori, ambizione di comparire più che uomo di toga. Cauto e prudente non espose a sospetto la propria integrità ed indipendenza; non piegò il proprio decoro. Nella riservatezza e rigidezza fu cortese; nell'austerità benevolo. Le sue promozioni non procacciò da protezioni; non fu servile né adulatore. Non conosceva l'audacia di disputarsi la qualità di ottimo o di scelto, od il merito eccezionale, come suolsi oggidì nella magistratura. Del suo sapere nel sentenziare lasciò il giudizio al pubblico, giudice superiore a commissioni ed a consigli. "Alle porte dei Tribunali", scriveva Melchiorre Gioia nella sua Filosofia della statistica, "si forma un'opinione, la quale annuncia al pubblico, che cosa debba sperare o temere".
                      Nella bresciana curia era venerato in Giuseppe Resti-Ferrari il magistrato eletto; e simil giudizio del pubblico d'ogni luogo, ove fu, sarà ora scritto sulla sua pietra sepolcrale ad onore della sua memoria, ad esempio dei nuovi magistrati. (Approvazioni).
                      BETTONI. Chiedo di parlare.
                      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
                      BETTONI. Alle nobilissime espressioni del nostro illustre Presidente in commemorazione del senatore Resti-Ferrari, permettetemi, egregi colleghi, io aggiunga una parola di compianto per la sua dipartita. La mia Brescia, che fu lungamente testimonio dell'opera sua imparziale, illuminata e superiore ad ogni elogio nel disimpegno delle funzioni delicatissime di primo presidente della Corte d'appello, lo riteneva. come figlio d'adozione e si compiaceva del suo ingegno e delle sue virtù come di chi fosse cittadino delle proprie mura.
                      Pregherei l'onorevole Presidente di voler consentire che alla famiglia dell'estinto pervenga l'espressione del nostro lutto, in segno di giusto ricordo per un collega, che, pur non avendo potuto accedere che rarissime volte a quest'Aula, perché glie lo impedì la malferma salute, pure tutta la sua vita spese al servizio del Re e della patria. (Approvazioni).
                      GIOLITTI, presidente del Consiglio, ministro dell'interno. Chiedo di parlare.
                      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
                      GIOLITTI, presidente del Consiglio, ministro dell'interno. La splendida commemorazione fatta dal Presidente del Senato, giudice così competente dei suoi antichi colleghi della magistratura, è il miglior monumento alla memoria del senatore Resti-Ferrari.
                      Sia permesso a me di ricordare qui il nome di un' altra persona che ebbe di lui la più alta stima, il nome di Giuseppe Zanardelli, giudice anch'egli competente nell'apprezzare il valore morale ed intellettuale dei magistrati.
                      Mi associo a nome del Governo di tutto cuore alle commemorazioni fatte dal Presidente del Senato e dal senatore Bettoni, che rappresenta così degnamente in questo alto consesso la città di Brescia, perché si tratta di un lutto che colpisce a un tempo il Senato e la magistratura italiana.
                      (Approvazioni).
                      PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni in contrario, in omaggio alla proposta del senatore Bettoni, io mi farò un dovere d'inviare alla famiglia del compianto senatore Resti-Ferrari l'espressioni di condoglianza del Senato.

                      Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 25 maggio 1908.

Note:Il nome completo risulta essere: "Giuseppe Giovanni M. Germano".

Attività 1879_Resti_Ferrari_IndiciAP.pdf