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Senato della Repubblica
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CAMERINI Vincenzo

  

    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:05/24/1856
Luogo di nascita:L'AQUILA
Data del decesso:03/12/1938
Luogo di decesso:L'AQUILA
Padre:Angelo, avvocato
Madre:ONOFRI Luisa
Figli: Angelo, avvocato
Luogo di residenza:L'AQUILA
Indirizzo:Via Garibaldi, 75
Titoli di studio:Laurea in giurisprudenza
Professione:Avvocato
Cariche politico - amministrative:Sindaco de L'Aquila (1903-1910)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:09/18/1924
Categoria:03 I deputati dopo tre legislature o sei anni di esercizio
Relatore:Pompeo Di Campello
Convalida:21/11/1924
Giuramento:22/11/1924

    .:: Onorificenze ::.

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia 1° giugno 1884
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 15 ottobre 1904

    .:: Camera dei deputati ::.

Legislatura
Collegio
Data elezione
Gruppo
Annotazioni
XXIV
Popoli
02-11-1913
Ballottaggio
XXV
L'Aquila
16-11-1919
Gruppo della Democrazia liberale
XXVI
L'Aquila
15-05-1921
Gruppo della Democrazia liberale; Gruppo liberale democratico


    .:: Senato del Regno ::.

Commissioni:Membro della Commissione per le petizioni (8 marzo 1930-19 gennaio 1934) Membro della Commissione per l'esame dei decreti registrati con riserva dalla Corte dei conti (1° maggio 1934-3 dicembre 1938) Membro della Commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (1° maggio 1934-3 dicembre 1938)


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Luigi Federzoni, Presidente
        "PRESIDENTE. Anche Vincenzo Camerini, valentissimo avvocato del foro abruzzese, proveniva dalla Camera dei deputati, alla quale aveva appartenuto per tre legislature dopo essere stato per nove anni sindaco della sua Aquila, amato e stimato per le provvide cure date alla città natale. Così nell'altro ramo del Parlamento, come poi in questo, prese parte molto attiva a importanti discussioni specialmente su problemi di agricoltura e di economia in generale, portandovi il contributo di un retto criterio pratico che egli associava ottimamente alla non comune dottrina giuridica. Il suo intervento nell'esame di un disegno di legge era sempre utile, sovente prezioso, per la perspicacia delle osservazioni e l'opportunità e la prudenza dei suggerimenti, e sebbene di solito ristretto a questioni di aspetto prevalentemente tecnico, riusciva interessante per la vivezza dialettica dell'argomentare.
        CIANO, Ministro degli affari esteri. Domando di parlare.
        PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
        CIANO, Ministro degli affari esteri. A nome del Governo, mi associo alle nobili e commosse espressioni di rimpianto testè pronunciate dal Presidente dell'Assemblea".

        Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 12 dicembre 1933.