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Senato della Repubblica
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RONCALLI Francesco

  







   Indice dell'Attività Parlamentare   


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:04/22/1795
Luogo di nascita:BERGAMO
Data del decesso:16/09/1875
Luogo di decesso:BERGAMO
Padre:Antonio Maria
Madre:BELLATI Teresa Eleonora
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariConte di Montorio
Nobile
Coniuge:SONZOGNI Lucia
Figli: Antonio
Professione:Possidente
Cariche politico - amministrative:Presidente del Consiglio provinciale di Bergamo
Cariche amministrative:Consigliere comunale di Bergamo
Consigliere provinciale di Bergamo
Cariche e titoli: Membro della Commissione di pubblica sicurezza di Bergamo (1859)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:02/29/1860
Categoria:21 Le persone che da tre anni pagano tremila lire d'imposizione diretta in ragione dei loro beni o della loro industria
Relatore:Gabrio Casati
Convalida:14/04/1860
Giuramento:02/04/1860
Annotazioni:Giuramento prestato prima della convalida, in seduta reale d'inaugurazione di sessione parlamentare
    .:: Onorificenze ::.

Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 13 marzo 1864
Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 4 gennaio 1872


    .:: Governo ::.

    Altri Stati:
Presidente del Governo provvisorio di Bergamo (1848)

    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Francesco Maria Serra, Vicepresidente
    Signori Senatori,
    Dal giorno in cui la Sessione fu prorogata sino alla odierna nostra riunione ben sei perdite di nostri Colleghi avemmo a deplorare. E con noi le deplorano l’Italia ed il Re, giacché essi tutti per diversi titoli furono dell’una e dell’altro benemerentissimi.
    Assai difficile, o Signori, è il compito mio di rammemorarvene le virtù preclare; e se non mi sarà dato di disimpegnarlo degnamente, confido che la indulgenza vostra saprà tenermi conto della buona volontà.
    Il Conte Francesco Roncalli decedeva il 16 dello scorso mese di settembre.
    Egli nacque a Bergamo, di nobile e doviziosa famiglia, il 19 [sic] aprile 1795. Ebbe in retaggio dal padre suo un censo ricchissimo e la più decisa avversione allo straniero dominio; avversione giammai da lui dissimulata, sicché sotto il dominio stesso non ebbe mai nella città sua natale impieghi ed onori di sorta.
    La rivoluzione del 1848 trovò il nostro compianto Collega in tale credito di caldo ed onesto patriotta che i suoi concittadini lo vollero capo di quel Governo provvisorio che pur troppo ebbe breve durata.
    Ritiratosi allo appressarsi del nemico trionfante, dal quale doveva per la persona propria e per la famiglia attendersi trattamento non dissimile dallo usato a danno delle sue sostanze, si rifugiò nella Svizzera e poco dopo pose sua stanza in Torino.
    Il risultato della battaglia di Novara, tanto infausto per la causa nazionale quanto glorioso nei suoi diversi episodii per l’esercito Sardo, modificò le condizioni politiche delle Provincie lombarde ed i propositi del Conte Roncalli. Approfittando della mitezza che gli stranieri, ritornati padroni, simulavano, si decise a restituirsi a Bergamo ove visse ritiratissimo sino a che, spuntato il giorno della rivincita e della giusta riparazione, egli fu chiamato a far parte della Commissione di pubblica sicurezza.
    Entrate definitivamente le provincie lombarde nel dominio dell’Augusta Dinastia di Savoia, il Conte Roncalli fu nel 1860 chiamato a siedere [sic] nella nostra Assemblea; e questo fu premio ben meritato e saviamente conceduto a lui, che tanto patì ed operò per la libertà ed unificazione della patria, e tanti servigî rese alla provincia ed alla sua città natale dove, per ben dieci lustri, fece parte di quel Consiglio comunale, e dalla fiducia dei suoi Colleghi fu per ben 13 volte chiamato a presiedere il Consiglio provinciale.
    Sin che la grave età e gli incomodi inseparabili dalla vecchiaia glielo consentirono, il conte Roncalli frequentò il Senato, sia che siedesse [sic] a Torino, sia che si riunisse a Firenze.
    Da due anni addietro egli si era ritirato da qualunque ufficio pubblico; ma anche nella vita privata fu sempre oggetto di stima e di riverenza per i suoi concittadini che in lui avevano presente di continuo l’esempio del patriotta provato, del cittadino integerrimo, del padre di famiglia amorevolissimo, dell’uomo religioso senza ostentazione e senza fanatismo.
    (Vivi segni d’approvazione.)

    Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 6 dicembre 1875.


Attività 1929_Roncalli_Francesco_IndiciAP.pdf