SENATO DELLA REPUBBLICA
-------------------- XIV LEGISLATURA --------------------

COMMISSIONI 6a e 7a RIUNITE
(6a - Finanze e tesoro)
(7a - Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport)



1a seduta: martedì 10 settembre 2002, ore 15,30


ORDINE DEL GIORNO


PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazione.
interrogazione svolta
INTERROGAZIONE ALL’ORDINE DEL GIORNO

        SERVELLO, BEVILACQUA, DELOGU, PEDRIZZI, VALDITARA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei beni culturali, dello sport, del turismo e dello spettacolo, al Ministro delle comunicazioni e al Ministro dell’economia e finanza. – Premesso che:

            non è possibile concedere alcunché al mondo del calcio senza un segnale concreto di cambiamento dell’attuale costume oltre che di strategia;
            lo Stato può intervenire a precise condizioni e solo dopo l’adozione di interventi significativi da parte delle società ed organizzazioni del calcio professionistico, in ragione della loro rilevanza sociale, essenzialmente in due modi:
            
a) rateizzazione dei debiti fiscali;
            
b) credito agevolato per il rientro del debito, attraverso il Credito sportivo;
            la concessione di questi benefici potrà essere data singolarmente ad ogni società per azioni che presenti un piano per il raggiungimento dell’equilibrio finanziario (entro tre anni) ed economico (entro un anno) nonché il bilancio di previsione attivo per il primo anno di gestione susseguente alla fruizione dei benefici suddetti;
            il mancato raggiungimento di tali obiettivi dovrebbe comportare sanzioni amministrative (multe) e penali (in caso di dichiarazioni non prudenziali e/o false), le prime in solido con gli Amministratori e le seconde personali, secondo le norme vigenti, oltre che l’obbligo di integrale restituzione dei benefici, anche mediante procedure coattive;
            come contropartita immediata a tali garanzie si dovrebbe adottare un provvedimento che, basandosi sulla specificità del settore, della crisi in atto e dell’eccessiva onerosità sopravvenuta per i contratti in essere, tagli del 30% tutti i compensi in corso nel settore collocabili al di sopra di un minimo retributivo fissato d’intesa con i sindacati (allenatori, giocatori, altri tecnici, dirigenti, ecc.) e le organizzazioni sportive, a partire dal 1º ottobre 2002;
            per il solo effetto del taglio degli ingaggi dei calciatori, tutte le società di serie A rientrerebbero automaticamente tra le società con bilanci attivi (il monte ingaggi della sola serie A per il 2002-2003 è previsto in 810 milioni di euro, mentre la perdita operativa – differenza tra costi e ricavi – di tutte le società di serie A è stata lo scorso anno, complessivamente, di circa 300 milioni di euro);
            le singole società saranno, ovviamente, libere di non ridurre gli ingaggi e gli stipendi, rinunciando alle provvidenze di legge (è quello che probabilmente faranno i club maggiori con alle spalle azionisti disposti a ripianare le ingenti perdite);
            queste società, se vorranno le provvidenze di legge, dovranno riequilibrare le perdite insorgenti aumentando immediatamente il capitale sociale per un ammontare pari alle perdite prevedibili moltiplicato per gli anni di beneficio fiscale richiesti;
            una tale soluzione permetterebbe di rimediare agli errori ed alle distorsioni del passato (senza penalizzazioni eccessive per chi beneficia attualmente di particolari contratti), ridarebbe moralità al mercato (spostando «star» di valore verso club che possono permettersi gli oneri corrispettivi) ed, al contempo, ridimensionerebbe ingaggi, eccessivamente gonfiati, per mediocri «panchinari»;
            senza questo ridimensionamento regolamentato, le alternative sono destinate ad essere il non pagamento degli stipendi per mesi (il caso Lazio dovrebbe insegnare qualcosa), le furberie e, in fondo al tunnel, il ripetersi di altri casi «Fiorentina»,
        gli interroganti chiedono di conoscere quali siano gli orientamenti del Governo ed i provvedimenti che si intenda adottare.


(3-00601)