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Senato della Repubblica
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PETITTI DI RORETO Carlo

  







   Indice dell'Attività Parlamentare   

   Fascicolo personale   


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:12/18/1862
Luogo di nascita:TORINO
Data del decesso:27/01/1933
Luogo di decesso:TORINO
Padre:Giuseppe
Madre:INCISA DI CAMERANA Tomasina
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariConte di Roreto, titolo riconosciuto nel 1892 e successivamente riconosciuto con decreto del Capo del Governo 15 ottobre 1928
Coniuge:CAPPONI TRENCA Annetta
Figli: Giuseppe
Lodovico
Carla
Mario
Fratelli:Gabriella e Angelo, figli di Lucia Clotilde SCHIARI
Maria, che sposò Saverio RASINI, Tersilia (o Tarsilla), Emilia, Lodovico Angelo,
Luisa, Agostino Angelo, Luigi, Saverio, figli di Tomasina INCISA DI CAMERANA
Parenti:PETITTI BAGLIANI DI RORETO Agostino, zio, fratello del padre, senatore (vedi scheda)
Luogo di residenza:TORINO
Indirizzo:Piazza Vittorio Veneto, 16
Titoli di studio:Scuola militare
Scuole militari:Collegio militare di Milano (1° ottobre 1876)
Collegio militare di Firenze (1° agosto 1879)
Scuola militare (31 luglio 1880)
Scuola di guerra (1893)
Professione:Militare di carriera (Esercito)
Carriera giovanile / cariche minori:Sottotenente (5 gennaio 1882), Tenente (13 aprile 1884), Capitano (13 marzo 1892), Maggiore (6 giugno 1901), Tenente colonnello (16 dicembre 1906)
Carriera:Maggiore (6 giugno 1901)
Colonnello (17 marzo 1912)
Tenente generale (21 dicembre 1916-18 dicembre 1932. Data del collocamento in posizione ausiliaria)
Cariche politico - amministrative:Governatore di Trieste (2 novembre 1918)
Cariche e titoli: Commissario militare per le strade ferrate (5 gennaio 1908-8 dicembre 1912)
Membro del Consiglio superiore dell'Ordine militare di Savoia (29 luglio 1917)
Comandante generale dell'arma dei Carabinieri (24 agosto 1919-20 ottobre 1921)
Comandante designato d'armata (8 agosto 1925)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:10/06/1919
Categoria:14 Gli ufficiali generali di terra e di mare. Tuttavia i maggiori generali e i Contrammiragli dovranno avere da cinque anni quel grado in attività
Relatore:Antonino Di Prampero
Convalida:10/12/1919
Giuramento:11/12/1919
Annotazioni:Gruppo Senato: Non ascritto a gruppi

    .:: Onorificenze ::.

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia 3 novembre 1901
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia giugno 1915
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 31 dicembre 1915
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 1° giugno 1918
Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia 4 gennaio 1923
Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 8 ottobre 1909
Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 3 giugno 1916
Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 30 dicembre 1919
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 18 febbraio 1925
Gran cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 2 agosto 1930
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia 16 marzo 1913
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia 28 dicembre 1916
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia 19 settembre 1918

    .:: Servizi bellici ::.

Periodo:1911-1912 guerra italo-turca
1915-1918 prima guerra mondiale
Arma:Esercito: granatieri, fanteria, corpo di Stato maggiore
Decorazioni:Croce d'oro per anzianità di servizio, medaglia commemorativa della guerra italo-turca, due medaglie d'argento al valor militare
Conseguenze:ferito


    .:: Senato del Regno ::.

Commissioni:Membro della Commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori (5 giugno 1925-21 gennaio 1929) (2 maggio 1929-27 gennaio 1933)
Membro della Commissione di finanze (17 dicembre 1930-27 gennaio 1933)

    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
        Luigi Federzoni, Presidente

        Prima di riprendere le nostre discussioni rivolgiamo un pensiero di affetto e di reverenza alla memoria dei colleghi che ci hanno lasciati durante l'interruzione delle sedute del Senato.
        (..) Particolarmente sentita, per noi, è stata la perdita di Carlo Petitti di Roreto, figura di soldato e di gentiluomo che aveva meritato l'universale ammirazione. Senatore dal 1919, era membro autorevole della Commissione di finanza e relatore del bilancio della Guerra. Egli proveniva da una famiglia di quella antica nobiltà militare piemontese, nella quale l'eredità di un nome illustre educa ogni generazione a asservire fedelmente con l'intelletto e col sangue il Re e la patria così che l'antico privilegio non è se non il vincolo per un più severo dovere. Carlo Petitti di Roreto diede dunque all'esercito cinquant'anni di intemerata attività. Comandante del 50° fanteria nel combattimento di Misurata, dal 18 luglio 1912, si guadagnò la croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Durante la guerra mondiale, al comando di grandi unità, affermò le sue magnifiche qualità di soldato e di condottiero. Ogni motivazione delle decorazioni al valore da lui meritate esalta un episodio eroico. A Campomolon, "dopo aver diretto un calmo e ordinato ripiegamento, e tenne ferme, col suo valoroso impulso, su le posizioni affidategli per resistere ad oltranza, le sue truppe, benché decimate da violentissimi bombardamenti, e ricacciò i numerosi e forti attacchi del nemico, infiggendogli ingenti perdite"; esercitando con prestigio e con fermezza incomparabili il comando del contingente italiano, in Macedonia, "dimostrava ottime qualità militari nel curare personalmente la sistemazione difensiva del settore affidatogli, sprezzando ogni pericolo, in numerose ricognizioni ed ispezioni sulle prime linee, anche durante bombardamenti nemici. Rimasto ferito non lievemente, non cedeva il comando affidatogli, noncurante di sé, ma soltanto del compimento del proprio dovere"; nella ritirata dall'Isonzo al Piave, guidando un gruppo di Corpi d'Armata, "spiegò la massima attività per superare la gravissima crisi, e si gettò personalmente ed arditamente nella mischia alla testa delle nostre retroguardie per trattenere il nemico, esempio di valore a tutte le truppe dipendenti"; sul Basso Piave, "destinato a operare in un settore delicatissimo per la particolare natura del terreno e per la speciale funzione difensiva spettantegli seppe con instancabile alacrità, con fervido sentimento di amor patrio, preparare le sue truppe a prove supreme e nella battaglia sul Piave, dopo nove giorni di eroica resistenza, condurle alla vittoria, movendo subito dopo alla riconquista di un ampio territorio, e ridonando alla patria un primo lembo del suolo calpestato dal nemico, ed ampliando largamente le difese di Venezia".
        Dopo la vittoria essendo stato nominato primo governatore di Trieste italiana, ebbe l'onore e la gioia di ricevere nella città redenta, in un'apoteosi di amore e di riconoscenza, il Re Vittorioso.
        A Carlo Petitti di Roreto e agli altri colleghi che non torneranno più fra noi, vada il nostro memore e affettuoso saluto.
        MUSSOLINI, capo del Governo. Domando di parlare.
        PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
        MUSSOLINI, capo del Governo. Mi associo, a nome del Governo, alle parole commemorative pronunziate dal Presidente della vostra Assemblea.

        Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 21 marzo 1933.


Attività 1734_Petitti_di_Roreto_Carlo_IndiciAP.pdf