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Senato della Repubblica
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ELENA Domenico

  







   Indice dell'Attività Parlamentare   


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:12/23/1811
Luogo di nascita:Genova
Data del decesso:19/03/1879
Luogo di decesso:Genova
Padre:Antonio
Madre:ODERO Maria Luisa
Nobile al momento della nomina:No
Coniuge:VIANI Marianna
Figli: Francesco
Fratelli:VIANI F., decurione di Genova, cognato
Luogo di residenza:GENOVA
Professione:Prefetto
Carriera giovanile / cariche minori:
Carriera:Governatore, poi prefetto di Alessandria (27 novembre 1859-11 gennaio 1863)
Prefetto di Cagliari (4 ottobre 1863-1° settembre 1869)
Cariche politico - amministrative:Sindaco di Genova (1° marzo 1853-11 luglio 1856)
Assessore comunale di Genova effettivo (1856-1857), supplente (1858-1859) (1871-1876)
Assessore anziano di Genova
Cariche amministrative:Consigliere comunale di Genova
Consigliere provinciale di Genova
Cariche e titoli: Giudice del Tribunale di commercio di Genova
Membro della Camera di commercio di Genova (1848)
Presidente della Camera di commercio di Genova (1857)
Provveditore agli studi di Genova (1859
Socio promotore dell'Accademia ligustica di Genova (1854-1859)
Presidente della Commissione amministratrice del Monte di pietà di Genova (1854)
Presidente della Congregazione di carità di Genova
Presidente della Commissione amministrativa degli ospedali civili di Genova

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:09/13/1854
Categoria:20 Coloro che con servizi o meriti eminenti avranno illustrata la Patria
Relatore:Ferdinando Maestri
Convalida:13/12/1854
Giuramento:12/02/1855
    .:: Onorificenze ::.

Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 13 settembre 1854
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 5 ottobre 1862
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 7 giugno 1868

    .:: Camera dei deputati ::.

Legislatura
Collegio
Data elezione
Gruppo
Annotazioni
IV
Genova V
9 dicembre 1849
Ballottaggio il 10 dicembre 1849. Dimissionario il 18 dicembre 1852


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Sebastiano Tecchio, Presidente
        Domenico Elena nacque in Genova il 13 dicembre 1811.
        Avviato sin da principio agli studi delle umane lettere, li correva non senza lode. Ma tra poco ne fu distolto, perché il padre lo volle seco ne' negozi degli olii, che tanto abbondano nella Liguria.
        Quando i tempi e i costumi accennarono a libertà, volse l'animo alle discipline amministrative, economiche e politiche.
        Nel 1848, e lunga pezza dappoi, fu membro della Camera di commercio di Genova, della quale divenne eziandio presidente. Nel biennio ‘48 e ‘49, giudice di quel Tribunale di commercio. Sin da principio, e per anni parecchi, consigliere del Municipio e della Provincia. Da lui, e da Prospero Viani e dal Troya, a lui collegati, hanno avuto gli auspicî quelle Scuole elementari e quegli Asili infantili.
        Il quinto Collegio di Genova nel 10 dicembre 1849, e poi di nuovo nelle due successive elezioni generali, lo mandò alla Camera dei Deputati in Torino. Quivi accostossi al centro sinistro [sic], che aveva a capo Urbano Rattazzi. E fu Relatore, e sostenne la discussione di vari progetti di legge (1). Spezialmente nelle questioni de’ Bilanci aveva acquistato non piccola autorità. Nel 1853 nominato Sindaco di Genova, gli parve di non poter più bastare all'ufficio di Deputato, e lo smise.
        Nell’estate del 1854 infieriva a Genova la lue cholerica. Moltissimi gli ammorbati; l'arte medica pressoché sempre impotente; implacabile la morìa; scarse le fosse ai defunti; le paure invincibili; incessanti le fughe a frotte, a torme; la superba città fatta squallida, e quasi tutta deserta. Tra sì grande calamità, il Sindaco mostrò l'animo intrepido; di sé dimentico e della famiglia, non si diede pensiero che della salute pubblica; quanto più gravi incalzavano le necessità d'ogni fatta, tanto più cresceva la sua provvidenza; quanto maggiori i pericoli, e tanto più la sua bravura a sfidarli. Fece miracoli di senno, di solerzia, di carità. A rimeritarlo, gli furono conferite nell'Ordine Mauriziano le insegne di Commendatore (titolo, a quel tempo, assai raro); e, che più è, Vittorio Emanuele nel 13 settembre 1854 lo scrisse tra i Senatori.
        Anche al Senato, come già alla Camera, diede prove di non picciola abilità nelle cose parlamentari. Nelle tornate del 19 e 21 giugno 1858 parlò sullo schema di legge per l'abolizione delle Corporazioni privilegiate nel porto di Genova. In quella del 2 luglio 1860, sulle modificazioni della legge per gli avanzamenti nell'armata di mare. In quella del 1o luglio 1862 svolse una sua interpellanza circa i recenti scompigli della città di Valenza.
        Nel 27 novembre 1859 fu chiamato a Governatore (dipoi mutato in Prefetto) della Provincia di Alessandria. Nel gennaio 1863 trasferito a Novara, Prefetto di prima classe. Indi a Cagliari, dove rimase sino all'agosto 1869. Sul finire di quell'agosto andò «in aspettativa»: e apparirebbe che ciò avesse chiesto «per motivi di salute»; ma invece, io m'ebbi dalla bocca di lui, che più non volle tenere la Prefettura, perché l'Amministrazione Centrale, niente badando ai voti e ai referti del Capo della Provincia, faceva alto e basso degli uffizi e degli uffiziali, secondo le voglie degli affannoni politici.
        Checché ne sia la cagione, fatto sta ch’ei più non ricevette dal Regio Governo né quella di prefetto né verun’altra carica.
        Tornato alla sua Genova, non si ricusò ai varî uffici che i memori cittadini si affrettarono ad offerirli.
        Sedette, come in addietro, consigliere del Comune e della Provincia. Assessore anziano, si sobbarcò in tempi difficilissimi alle parti di Sindaco. Fu presidente della Congregazione di carità. E da ultimo, presidente della Commissione amministrativa degli ospedali civili. Zelantissimo sempre, e inspirato dai sani principî che denno reggere la pubblica beneficenza, senza i pregiudizi degli avi e senza le nuove utopie.
        Era omai da varî anni infermiccio; e nondimeno aveva continuato nelle abitudini de' buoni studî, e nella vigilanza alle Opere pie. Ma inopinatamente, nella sera del 19 marzo dell'anno che corre, perdette il senso, il moto, la vita.
        La città che gli avea dato i natali pianse amaramente la perdita dell'uomo integerrimo, dell'accorto amministratore, del cittadino costantemente fedele alla causa della libertà e della patria.

        (1) Cessione del forte di Castelletto - Bilancio per il Ministero di Agricoltura, 1850 - Pensioni per la marina militare - Bilancio per l’Agricoltura, 1851 - Tasse di navigazione ed ancoraggio - Bilancio per l’agricoltura, 1852 - Convenzione consolare colla Repubblica francese - Demolizione dell’avancorpo del palazzo Ducale di Genova.

        Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 29 luglio 1879.

Ringraziamenti:Dott.ssa Raffaella Ponte – Direttrice dell'Archivio storico del Comune di Genova

Attività 0904_Elena_IndiciAP.pdf0904_Elena_IndiciAP.pdf