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Senato della Repubblica
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LOVERA DI MARIA Ottavio

  







   Indice dell'Attività Parlamentare   


    .:: Dati anagrafici ::.

Data di nascita:07/02/1833
Luogo di nascita:TORINO
Data del decesso:05/02/1900
Luogo di decesso:TORINO
Padre:Federico, senatore (vedi scheda)
Madre:RENAUD DE FALICON Ottavia
Nobile al momento della nomina:Si
Nobile ereditarioSi
Titoli nobiliariConte, titolo rinnovato con regio decreto del 22 dicembre 1895 e con regie patenti del 1° marzo 1896
Coniuge:CUSANI DI SAGLIANO Clementina Luisa
Figli: Lidia, sposa Paolino GAZZELLI DI ROSSANA
Aurelia, che sposò Ottavio ROLANDI RICCI
Enrico
Fratelli:Giuseppe
Parenti:CUSANI DI SAGLIANO Paolo, suocero
Titoli di studio:Laurea in giurisprudenza
Professione:Prefetto
Carriera giovanile / cariche minori:Sottoprefetto di Belluno
Carriera:Prefetto di Belluno (13 ottobre 1873)
Prefetto di Catania (21 dicembre 1875)
Prefetto di Verona (10 ottobre 1877)
Prefetto di Ancona (29 luglio 1878-7 agosto 1881)
Prefetto di Livorno (1° agosto 1882)
Prefetto di Torino (1° novembre 1885-16 marzo 1891. Data del collocamento a riposo)
Cariche e titoli: Direttore generale della pubblica sicurezza (31 dicembre 1883-1° novembre 1885)

    .:: Nomina a senatore ::.

Nomina:11/26/1884
Categoria:17 Gli intendenti generali
dopo sette anni di esercizio
Relatore:Bernardino Giannuzzi Savelli
Convalida:03/12/1884
Giuramento:03/12/1884
    .:: Onorificenze ::.

Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 26 agosto 1877
Gran cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 5 giugno 1892


    .:: Atti parlamentari - Commemorazione ::.

Atti Parlamentari - Commemorazione
Giuseppe Saracco, Presidente

Signori senatori, anche oggi vi reco un triste annunzio. Ieri a sera, in Torino, cessò di vivere l'ottimo collega nostro, il conte Ottavio Lovera di Maria. Egli era nato colà nel 1833 da famiglia nobile che diede al Piemonte uomini preclari, fra' quali il padre di lui, comandante superiore dell'arma de' carabinieri, che ebbe tanta parte nella creazione di quel corpo, che rese sempre e rende anche oggi i maggiori servigi al paese.
Non è a dire perciò, come il giovane Lovera avesse ricevuto un'educazione, più ancora che corretta, severa, pigliando esempio dal padre, che, fino dai primordi della vita, lo indirizzò sulla via del dovere e della devozione illimitata al Re ed alla patria. Laureato in leggi, entrò in breve a far parte dell'amministrazione provinciale, e prima lo troviamo sottoprefetto indi prefetto a Belluno, Catania, Verona, Ancona, Livorno e finalmente a Torino.
Ad onor suo, basterà che soggiungiamo, senza timore di mancare ai doveri della verità, che dovunque, ed a Firenze specialmente, dove tenne l'ufficio di consigliere delegato, il conte Lovera lasciò eccellente nome di sé, e delle opere sue, siccome quegli che, fino a quando le forze del corpo glielo consentirono, diè prova costante di rara operosità, accoppiata ad altrettanta dottrina e ad una fermezza di carattere sempre congiunta ad una invidiabile dolcezza nei modi.
In questo intervallo di tempo il conte Lovera fu chiamato a reggere, e resse assai tempo, la Direzione generale della sicurezza pubblica presso il Ministero dell'interno, ma preferì tornare al governo d'una provincia, la più cara d'ogni altra, quella della città nativa.
In premio dei servizi resi al paese ed alla Corona, la Maestà del Re nel giorno 26 novembre 1884 meritamente lo chiamò a sedere fra noi, ed anche come senatore il conte Lovera si mostrò all'altezza dell'ufficio, assiduo, quanto più gli era consentito da una salute cagionevole, alle adunanze di questo alto consesso, laborioso sempre, quanto era stimata la sua voce, specialmente nelle materie della pubblica amministrazione.
Da alquanto tempo la salute del nostro buon collega si era andata affievolendo, ed ora la sua città, che ricorda con affetto l'antico amministratore, la famiglia e gli amici lo piangono estinto. E noi pure, a nostra volta, sentiamo di aver perduto un eccellente collega, l'amico di noi tutti! Ond'io, personalmente e nel nome vostro, mando alla memoria dell'egregio uomo il supremo, affettuoso saluto. (Vive approvazioni).
BONASI, ministro di grazia e giustizia dei culti. Domando la parola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
BONASI, ministro di grazia e giustizia dei culti. Il conte Lovera di Maria, del quale noi oggi rimpiangiamo la perdita, appartenne ad una famiglia altamente benemerita del paese, giacché quanti ad essa appartennero, prestarono l'opera propria a servizio della patria, non guardando a sacrifizi personali, ma esclusivamente al proprio dovere.
Il conte Lovera di Maria, che già da quindici anni apparteneva alla nostra Assemblea, ha speso tutta la sua vita nel servire lo Stato nelle pubbliche amministrazioni; e dovunque portò un'alta nota di dignità, di serenità e di giustizia, dovunque egli passò fu il suo nome rispettato e ricordato.
Il Governo non può che associarsi sentitamente alle parole di compianto pronunciate dal nostro illustre Presidente, pregando che questi sentimenti siano manifestati anche alla famiglia del defunto. (Approvazioni).

Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 1° febbraio 1900.

Note:Secondo altra fonte risulta nato il 3 luglio 1833.

Attività 1295_Lovera_di_Maria_Ottavio_IndiciAP.pdf